Ben tornati a tutti lettori, oggi sono qui per proporvi l’intervista all’Autrice Gaia Parenti.
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Quando hai capito che avresti voluto fare la scrittrice di libri rosa?
Fin da piccola quanto mi inventavo storie. E poi da grade quando ho scoperto che mi auto guarivano.
Come descriveresti te stessa come scrittrice?
Poliedrica, riflessiva, ironica, originale.
Qual è il tuo processo di scrittura?
Scrivo un po’ tutti i giorni per tenermi allenata. La storia nasce da qualche cosa che mi circonda, da un sogno, da film che vedo. Non mi faccio una scaletta, vado a braccio. Sono i personaggi che creano le mie storie.
Cosa ti ispira a scrivere?
La voglia di vita. La voglia di evadere da questa mondo.
Come è nato “Che pasticcio Cenerentola”?
E’ nato in diversi sogni, ho messo insieme i pezzi di puzzle e voilà.
Quale scena hai amato maggiormente scrivere?
Quando Marco alla stazione prima di lasciare Francesca le regala il sassolino dell’amore che poi ritroveremo nell’epilogo.
Quale messaggio hai voluto trasmettere con questo libro?
Che l’amore a prima vista esiste, magari non dura, ma esiste e che una donna deve far emergere la parte di se più ribelle e selvaggia. Basta fare la brava ragazza.
Quale dei tuoi libri pensi sia il più riuscito?
Due cuori in vacanza di cui farò lo spin off.
Quale pensi sia la caratteristica unica dei tuoi libri?
La caratteristica dei risvolti psicologici dei protagonisti
Com’è il rapporto con i tuoi lettori?
Molto bello. Mi mi piace interagire con loro ma anche con altri autori. Per me è sempre un bellissimo scambio reciproco.
Cosa trovi più gratificante nello scrivere?
La mia gratificazione persone, al di là delle circostanze esterne. Aver creato una storia. Se poi piace meglio altrimenti sono contenta lo stesso visto che è un processo terapeutico.
Quali sono i tuoi autori e/o libri preferiti?
Chiara Gamberale
Alessandro Baricco
Isabelle Allende Banana Yoshimoto
La lista è lunga….
Progetti futuri?
Ho in ponte due romanzi romance per il 2024.
Un tuo sogno letterario?
Vincere il premio Campiello o Bancarella per dedicarlo a mio padre, grande lettore e scrittore.
