E dopo Plenilunium torna Angelo Basile con racconti che hanno la completezza di romanzi in miniatura

Sette è il numero che indica fin dall’antichità la completezza. Nelle tre religioni monoteiste riveste un ruolo profondamente simbolico: sette sono le virtù ma anche i vizi capitali.
Sette sono i colli su cui è fondata Roma, i giorni della settimana e i nani di Biancaneve. Sette sono le meraviglie del mondo e altrettanti sono i racconti contenuti in questa raccolta.
Fra questi racconti, come per le famose caramelle di Harry Potter, ce n’è di tutti i gusti più uno.
Si passa dallo spaccato ironico e dissacrante sul mondo della sala operatoria che l’autore ben conosce, all’avverarsi di un sogno che si trasforma in un incubo grottesco, per passare al delitto perfetto o al continuo gioco di specchi di personaggi e stili narrativi. Vi è l’incursione nell’horror post-apocalittico ma anche racconti intensi e toccanti che faranno versare qualche lacrima. Se lo faranno non vergognatevene, è un bene. Significa che siete ancora vivi.
E quando avrete finito questi primi magnifici sette non temete, la Oakmond Publishing ne pubblicherà altrettanti in una raccolta intitolata Sette prima dell’alba.
Perché ingabbiarli tutti fra il crepuscolo e l’alba? Perché l’autore scrive prevalentemente di notte, alla luce di una piccola lampada da tavolo dove tutto il resto intorno è buio.