Intervista al Soprano Chiara Isotton

Il soprano Chiara Isotton nasce nel 1985 a Belluno dove studia presso la scuola di Musica A. Miari.

Dopo essersi brillantemente diplomata presso il Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia, prosegue il perfezionamento con William Matteuzzi e Roberto Scandiuzzi e frequenta nel 2008 i corsi dell’Accademia Chigiana con Renato Bruson.

Nel giugno 2009 vince una Borsa di studio alla XXXIX edizione del Concorso Internazionale Toti dal Monte di Treviso e frequenta un master su La Vera Costanza di Haydn con Regina Resnik oltre ad un corso tenuto da docenti fra i quali Maria Chiara e Roberto Scandiuzzi e con quest’ultimo partecipa a un corso di perfezionamento nell’estate 2010 a Santander presso l’UIMP.

Dopo essersi classificata in numerosi Concorsi nazionali, nel marzo 2013 risulta fra i vincitori del Concorso Comunità Europea di Spoleto che le consentirà di esibirsi nell’estate al Festival dei Due Mondi e al Festival delle Nazioni di Città di Castello e a debuttare in settembre il ruolo di Tosca al Teatro Lirico Sperimentale. Nel Febbraio 2015 è la Sacerdotessa nell’Aida diretta da Zubin Mehta al Teatro alla Scala, dove successivamente ricopre anche il ruolo di Alisa nella Lucia di Lammermoor diretta da Stefano Ranzani. Nel giugno 2015 si diploma all’Accademia di perfezionamento del Teatro alla Scala e a settembre ritorna a Spoleto debuttando Mimì ne La Bohème.

Fra i suoi impegni concertistici, la sua apparizione nel contesto dell’Hermitage Music Festival di San Pietroburgo, l’esecuzione dello Stabat Mater di G. Rossini all’Auditorum dei Wiener Sängerknaben a Vienna e una serie di Recital in Corea (Sejong Art Center, Daegu Opera House) al fianco di Renato Bruson. Inoltre si è esibita a Hong-Kong (Cultural Center), allo State Theater di New Brunswick (New Jersey), al Teatro Grande di Brescia, ad Al Ain (UAE University).

Da ricordare un concerto presso il New Stage del Teatro Bolshoi di Mosca diretta da Tugan Sokhiev e l’esecuzione della IV Sinfonia di G. Mahler al Conservatorio di Milano e al Carlo Felice di Genova diretta da Fabio Luisi.

Tra gli impegni recenti e futuri il concerto alla Scala con Edita Gruberova sotto la direzione di Marco Armiliato, Giovanna in Rigoletto diretta dal M° Luisi, Pisana ne I Due Foscari al Teatro alla Scala diretta dal M° Mariotti, Cintia nella nuova produzione de La cena delle beffe, Flora in Traviata sempre al Teatro alla Scala, Geltrude in Hänsel und Gretel con L’ Accademia della Scala, La Medium a Modena, Mefistofele a Tolosa, Tosca a Nagoya, alla Fenice e alla NNTT di Tokyo, il debutto in Il Trovatore a Sassari.


Come e quando si è avvicinata allo studio della Musica? Quando è arrivato l’amore per l’Opera?

Ho avuto la grandissima fortuna di crescere in una famiglia dove si è sempre ascoltata e praticata la musica, quindi cantare in un coro di voci bianche dai sei anni è stato abbastanza naturale. L’amore per l’opera è nato pian piano. Rimasi folgorata da una Tosca trasmessa per televisione con Domingo e Raimondi… poi con il passare degli anni ho iniziato ad appassionarmi naturalmente a questo genere


Come descriverebbe la sua vocalità?

Non è facile rispondere a questa domanda. Mi sento molto a mio agio in tessiture sopranili non estreme, prediligo il canto legato e ho poca simpatia per le agilità…


Ha un autore che sente più affine a sé?

Solitamente mi innamoro ogni volta che affronto un ruolo nuovo (o quasi). Devo dire che sono a mio agio con Puccini e con molti ruoli verdiani.


Il suo ruolo preferito e perché?

Onestamente non riesco a fare il “podio” dei ruoli. Come dicevo sopra mi innamoro del personaggio che affronto ogni volta e lo faccio mio. Quindi ora come ora rispondo Tosca (finisco domani una bellissima produzione alla Fenice). Perché Tosca? Perché è una donna vera, istintiva, gelosa, passionale, coraggiosa. Non si risparmia mai e il suo canto rispecchia in ogni momento queste caratteristiche.


Quali ruoli crede continueranno ad essere presenti per molto tempo nel suo Repertorio? Quali invece entreranno a farne parte a breve?

Spero di restare a lungo su questo repertorio verdiano e pucciniano che sto affrontando in questi anni. Il prossimo anno avrò il grande privilegio di debuttare Margherita del Mefistofele di Boito a Toulouse.


Ha un ruolo che rappresenta un sogno nel cassetto?

I sogni non si svelano, altrimenti poi non si realizzano più! A parte gli scherzi ne ho più di uno, anzi.. ne ho una lunghissima lista!!!


Quando si approccia ad un nuovo spartito, come organizza lo studio dal punto di vista drammaturgico, interpretativo e musicale? Come crede che questi fattori debbano influenzarsi ed interagire tra loro per una migliore esecuzione?

Solitamente mi siedo al pianoforte e scorro per una prima lettura il ruolo. Poi inizio a fare un lavoro metodico e continuativo sulla mia parte e cerco di “metterla in voce”. Nel frattempo studio anche gli altri ruoli dell’opera per avere una panoramica completa dei personaggi con i quali mi devo rapportare. Cerco poi di prepararmi leggendo le fonti dalle quali il libretto è tratto e inizio a costruire l’identità del personaggio dentro di me. Per me è fondamentale che la parola vada di pari passo con la Musica, e faccio in modo di interiorizzare l’essere del personaggio che canto per cercare di renderlo al meglio e comunicare qualcosa a chi mi ascolta. L’aspetto musicale, quello drammaturgico e interpretativo devono esistere insieme, altrimenti mancherà sempre qualcosa all’esecuzione.


Qual è l’artista vivente che stima di più e perché? E da quale mito del passato si sente maggiormente ispirata?

Credo fermamente che si possa imparare da ogni collega che si incontra sul nostro percorso. La mia stima incondizionata va a due Grandi che mi hanno guidata (e continuano a farlo): Raina Kabaivanska e Renato Bruson. Senza i loro preziosi insegnamenti non avrei combinato nulla! Per quanto riguarda i miti del passato non vorrei sembrare scontata,ma l’opera come la viviamo e la amiamo oggi non esisterebbe senza Maria Callas.


I suoi prossimi impegni dove la porteranno? Può darci qualche anticipazione?

Ben volentieri! In ottobre devo fare una serie di concerti, poi a dicembre sarò Leonora nel Trovatore a Sassari. Poi come già anticipato prima debutterò Mefistofele a Toulouse..


Qual è stata la più bella esperienza professionale che ha vissuto nella sua arte da raccontare ai nostri lettori, e perché proprio quella?

Non riesco a decidere. Potrei parlarvi del mio debutto alla Scala come Sacerdotessa nell’Aida diretta da Zubin Mehta, oppure di questo recentissimo debutto in Fenice nei panni di Tosca… ma la verità è che custodisco nel mio cuore moltissime esperienze ma soprattutto moltissimi incontri che mi hanno fatto crescere come Artista e come Donna.


Quali sono le sue aspettative per il futuro e come spera sarà il futuro del Teatro lirico?

Io mi auguro che l’Arte possa vincere sul momento non propriamente roseo che stiamo vivendo. Sono sicura che se tutti noi affronteremo uniti il futuro, amando la Musica e tutto quello che la musica e l’arte possono donare, allora “ritorneremo vincitori”.

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