Benvenuti su questo spazio dedicato alla lettura. Oggi abbiamo il piacere di ospitare Marco Phillip Massai, un autore capace di intrecciare con maestria il rigore della ricerca d’archivio con l’intensità del thriller. Il suo ultimo romanzo, Il silenzio del sale, edito da Santelli Editore, che ringrazio calorosamente per aver reso possibile questa collaborazione e per avermi permesso di immergermi in questa lettura, ci trasporta in una Romagna del XVII secolo vivida e tormentata. Tra le nebbie delle saline di Cervia e i segreti di una Ravenna crocevia di poteri, Massai costruisce un giallo storico dove ogni granello di sale sembra nascondere un indizio e ogni ombra una minaccia. In questa intervista, esploreremo la genesi dei suoi personaggi, il legame profondo con il territorio e il processo creativo dietro questa avvincente narrazione.
Nel romanzo il sale è un indizio che lega i delitti. Da dove è nata l’idea di trasformare un elemento così quotidiano e prezioso per l’epoca in un simbolo di morte e mistero?
Il sale era uno degli elementi principali dell’economia di Ravenna, città portuale che quindi viveva di commercio ed era un crocevia fondamentale, soprattutto per gli scambi con Venezia. Commerciare sale significava avere potere e ricchezza. Per la cittadina di Cervia, poi, che all’epoca sorgeva proprio intorno alle saline, il sale era semplicemente tutto. Era vita. Cervia esisteva perché esistevano le saline. Mi è sembrato un contrappasso molto forte, oltre che un buon escamotage per coinvolgere alcune di quelle entità che bramavano il controllo del suo commercio.
La ricostruzione storica della Romagna del XVII secolo si fonde perfettamente con la tensione del giallo. Qual è stato il suo processo di documentazione per rendere così vividi scenari complessi come le saline di Cervia? Inoltre, dal punto di vista della struttura narrativa, ha scelto il terremoto del 1688 come ‘muro della Storia’ contro cui far schiantare i suoi personaggi sin dall’inizio, o è stato un elemento inserito in un secondo momento?
Ho da sempre una mia personale e fortissima curiosità, che mi spinge a frugare nella storia locale andando a pescare testi e vecchie riviste dalle bancarelle dei mercatini, dagli scaffali dei librai, e negli archivi storici della meravigliosa Biblioteca Classense di Ravenna. Proprio nell’archivio storico della Classense ho trovato le prime notizie sulla figura del Censore Postale. In realtà stavo cercando un “cattivo”. Ho un personaggio seriale, Giaco da Pietrasanta, protagonista di diversi racconti pubblicati sul Giallo Mondadori e qualche anno fa mi ero messo in testa di scrivere un romanzo su di lui. Ecco, Giaco è un pittore, un ladro e un inguaribile Casanova e mi serviva un investigatore abbastanza “tosto” da riuscire ad incastrarlo. Così quando mi sono imbattuto nella figura, davvero quasi sconosciuta, del Censore, ho pensato di aver trovato il mio antagonista. Solo che più costruivo il personaggio di Tommaso Casadio, più mi rendevo conto che aveva bisogno di uno spazio “suo”, di essere lui il motore di una nuova storia. Da lì ho iniziato a cercare il periodo storico che mi intrigasse di più e ho scelto il 1688, non soltanto per il terremoto, ma perché è stato l’anno di inizio di tutta una serie di catastrofi naturali che hanno colpito Ravenna e la Romagna, che purtroppo ricordano molto da vicino quanto è accaduto negli ultimi anni, tra il terremoto di Finale dell’Emilia e i recenti alluvioni del 2023.
Quali sono gli autori che hanno formato il suo gusto e che considera dei punti di riferimento imprescindibili quando si approccia a una nuova storia?
Da ragazzo mi sono innamorato di Calvino. Per la semplicità della sua scrittura, e per i meravigliosi incastri di rapporti tra i suoi personaggi. I personaggi per me sono il fulcro di ogni buona storia e se devo indicare UN libro che mi ha ispirato per la creazione dei miei personaggi è senza dubbio “Il Cavaliere Inesistente”. Romanzo completamente diverso da “Il silenzio del sale”, ma che mi ha aperto gli occhi su tante dinamiche narrative.
Un altro autore che devo assolutamente citare è Franco Forte, che è stato il mio editor sia per Delos che per il Giallo Mondadori, oltre che un vero maestro di tecnica. Da lui ho imparato (o almeno ho cercato di imparare) tantissimo.
Ha dei rituali particolari quando scrive? Preferisce il silenzio assoluto o si lascia accompagnare da una “colonna sonora” che la riporti nel XVII secolo?
Silenzio assoluto e isolamento dal presente. Quando scrivo devo essere completamente nella storia e nei personaggi, qualsiasi distrazione mi interrompe. Non ho rituali, ma tendo ad avere “orari”: nelle ore diurne c’è la normale vita lavorativa e familiare e la notte, se ci sono le energie per farlo, mi metto sulla tastiera.
Qual è il consiglio più importante che darebbe a un aspirante scrittore che vuole cimentarsi con il giallo storico, un genere che richiede precisione documentale e tenuta della suspense?
Il consiglio più importante, che secondo me vale anche per tutti gli altri generi, è cominciare con un testo corto e farselo editare da qualcuno davvero bravo. Un racconto è la dimensione ideale per impratichirsi, anche per il giallo storico. La documentazione ovviamente deve essere solida, ma non deve essere il centro del testo: è un condimento, è il sale che deve dare quella spinta di sapore in più ma non deve né far cadere in “spiegoni”, né prevaricare le altre componenti narrative.
Dicevo anche di farsi editare da un bravo editor, perché capire i propri errori su un proprio testo è fondamentale, è la scuola più efficace. Con un editing ben fatto si può davvero fare un balzo di qualità nella propria scrittura, ancora più che leggendo manuali o frequentando corsi.
PS sembra scontato, ma purtroppo spesso non lo è, un’altra cosa fondamentale è leggere tantissimi testi del genere di cui si vorrebbe scrivere. Anche perché se un genere non ci cattura “da lettori”, come possiamo pensare di riuscire noi a intrigare i lettori di quel genere?
Dopo il successo de “Il silenzio del sale”, rivedremo presto Tommaso Casadio e Dante Servadei alle prese con un nuovo mistero? Può anticiparci qualcosa sui suoi prossimi passi letterari?
Spero proprio di sì! Da parte mia ho già ben chiaro il percorso su cui far procedere i protagonisti di questo romanzo per le prossime avventure, direi che dipende tutto dall’editore ma penso che presto ci saranno notizie in merito. Intanto proprio in questi giorni sto terminando la stesura di un romanzo di tutt’altro genere, anche se sempre legato alla Ravenna storica: un Fantasy ambientato a metà ottocento, che è già sotto contratto di edizione. Non posso dire molto di più se non che sarà un romanzo molto, molto romagnolo, e spero molto divertente.
Ringraziamo di cuore Marco Phillip Massai per la disponibilità e per averci svelato i retroscena di un romanzo così ricco di fascino e tensione. La sua capacità di far dialogare il passato con le suggestioni del presente rende Il silenzio del sale una lettura imprescindibile per chi ama perdersi nei labirinti della Storia. Un ringraziamento speciale va ancora a Santelli Editore per aver supportato questa intervista e per la preziosa collaborazione. Non ci resta che attendere le prossime indagini di Tommaso Casadio, certi che l’autore saprà stupirci ancora, che sia tra le paludi romagnole o nelle nuove atmosfere fantasy che ci ha anticipato.
📖 Non perderti questo avvincente giallo storico: Se vuoi immergerti nelle atmosfere misteriose della Romagna del Seicento, trovi “Il silenzio del sale” disponibile qui su Amazon: [Link]
💭 Curiosi di sapere cosa ne penso? Se volete scoprire perché questo giallo storico mi ha così colpito, trovate la mia recensione completa a questo link: [Link alla recensione]
