Crudelia: La ribellione punk che non ti aspetti, tra cinema e letteratura

Il live-action Disney diretto da Craig Gillespie non è solo l’ennesima operazione nostalgia dedicata a un villain iconico, ma un’opera viscerale che riscrive le regole del genere attraverso una lente punk e sovversiva. Ambientato in una Londra anni Settanta vibrante di rivolta culturale, il film trasforma la futura Crudelia De Mon in Estella, un’antieroina complessa che non cerca la redenzione, ma l’affermazione del proprio sé più autentico e spietato.

Al centro del racconto vibra il tema della dualità psicologica. Estella vive costantemente in bilico tra la sottomissione alle norme sociali e l’impulso distruttivo di Cruella, il suo alter ego creativo e feroce. Il film suggerisce una riflessione profonda sulla natura dell’identità: Cruella non è una maschera che Estella indossa per vendetta, ma la sua vera essenza che finalmente smette di nascondersi. Il conflitto interiore si risolve non con la vittoria del “bene”, ma con l’accettazione di quella parte di noi che la società etichetta come folle o eccessiva, trasformando il trauma in un carburante creativo senza precedenti.

Annunci

Un altro pilastro fondamentale della narrazione è il rapporto tra genio e potere. Attraverso lo scontro generazionale con la Baronessa von Hellman, il film esplora come il talento possa diventare un’arma di emancipazione. La moda non è solo estetica, ma un linguaggio di guerriglia urbana. Le apparizioni spettacolari di Cruella sono atti di terrorismo artistico che sfidano lo status quo, dimostrando che per scardinare un sistema elitario e oppressivo non basta essere bravi, bisogna essere disposti a distruggere tutto ciò che è venuto prima. Il design dei costumi diventa così la pelle di una rivoluzione personale.

Infine, Cruella ridefinisce il concetto di appartenenza. Mentre il legame di sangue è presentato come una fonte di tradimento e crudeltà, la “famiglia scelta” composta da Jasper e Horace rappresenta l’unico barlume di lealtà nel caos. Questo legame mette in luce una vulnerabilità che umanizza il personaggio senza depotenziarlo. La scelta di Cruella di abbracciare la propria oscurità pur mantenendo un legame con i suoi complici suggerisce che l’ambizione non deve necessariamente condurre alla solitudine assoluta, ma richiede una rinegoziazione dei propri affetti basata sul mutuo riconoscimento delle proprie reciproche mancanze.

Annunci

Questo film rappresenta un’esperienza che scardina i canoni classici della Disney, posizionandosi come un’opera capace di affascinare i più piccoli ma di offrire, al contempo, livelli di lettura estremamente profondi per un pubblico adulto. Siamo lontani anni luce dalla Crudelia De Mon che abbiamo imparato a temere nei classici d’animazione; qui la narrazione sceglie una strada coraggiosa e innovativa che preferisce l’umanizzazione alla pura malvagità. Uno dei punti di rottura più interessanti riguarda proprio il rapporto con i dalmata: in questa versione non sono vittime di una persecuzione spietata, ma diventano parte integrante del nucleo familiare. La scelta di Cruella di apparire “cattiva” si rivela un raffinato gioco di immagine e provocazione estetica. Anche l’iconico riferimento alla pelliccia viene sovvertito, trasformandosi in un uso provocatorio di tessuti che ne simulano le caratteristiche senza mai sfociare nella crudeltà animale che caratterizzava l’originale.

È affascinante notare come questa pellicola prenda le distanze anche da altre interpretazioni letterarie recenti, come quella proposta da Serena Valentino nel volume della serie Villains edito in Italia da Giunti. Sebbene quel libro offra una prospettiva psicologica interessante sulla genesi della cattiva (di cui potete trovare la recensione qui sul blog), il film di Craig Gillespie segue un binario completamente diverso, quasi antitetico.

Annunci

Non c’è un punto di contatto tra le due storie: dove il libro scava nelle radici tragiche del male secondo una tradizione più cupa, il film celebra una ribellione punk e creativa. Questa distanza rende la visione ancora più stimolante, offrendoci una versione di Estella/Cruella che non è solo una “cattiva”, ma una donna che usa la propria oscurità per autodeterminarsi in un mondo che vorrebbe vederla sconfitta.

Guarda il Trailer ufficiale in italiano

In attesa di scoprire come si evolverà la sua ascesa nel mondo della moda e della “cattiveria” d’autore, c’è una splendida notizia per tutti noi fan: il sequel, Crudelia 2, è ufficialmente in arrivo. Sarà interessante vedere se la Disney continuerà su questa strada di umanizzazione o se ci riserverà nuovi colpi di scena pronti a ribaltare ancora una volta tutto quello che sappiamo.

E voi cosa ne pensate di questa nuova versione di Estella? Preferite il destino più cupo raccontato da Serena Valentino nel suo libro o vi siete lasciati conquistare dalla rivoluzione punk e dal legame inaspettato con i suoi dalmata visto nel film?

4 commenti Aggiungi il tuo

  1. Evaporata ha detto:

    L’ho visto ieri sera e mi è piaciuto. 🙂

    Piace a 1 persona

    1. Muaty ha detto:

      Idem, l’articolo è nato proprio dalla visione di ieri sera, grazie a Rai 2 😍 ho visto che dovrebbe uscire il secondo, non vedo l’ora

      Piace a 1 persona

      1. Evaporata ha detto:

        Speriamo sia all’altezza. 🙂

        Piace a 1 persona

      2. Muaty ha detto:

        Esattamente ✨

        Piace a 1 persona

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.