Intervista all’Autore Alessandro Beati

Ben tornati a tutti lettori, oggi continuano le interviste del Calendario dell’Avvento in collaborazione con Be Strong edizioni e Il Blog di Eleonora Marsella.

Può parlarci dei suoi libri pubblicati fin ora?

“Fethanei, l’approdo perduto” è il mio primo romanzo. Mi sono avvicinato all’arte della scrittura da pochi anni, solo dopo essere andato in pensione e in seguito ad una serie fortuita di coincidenze.

Se dovesse consigliare un suo libro come regalo di Natale, a quale tipo di lettore lo suggerirebbe e perché?

Il mio libro racconta la storia di Fethanei, un piccolo villaggio di 2000 anni fa e del suo importante approdo fluviale, situati sulle rive del fiume Athesis, l’odierno Adige. I protagonisti principali sono i Reti, le genti che abitavano quel borgo e gran parte dell’odierno Alto Adige, con i loro usi e costumi che sono stati oggetto di approfondite ricerche storiche, documentali e archeologiche. Oltre a quella retica, il romanzo tratta anche di altre importanti culture di quel tempo come quelle latina, orientale e del Nord Europa. Un’opera di interesse locale, quindi, ma anche con un ampio orizzonte internazionale. Proprio per questo motivo, il libro è stato recentemente tradotto anche in lingua tedesca e inglese. Personalmente, lo suggerisco a tutte quelle persone che sono appassionate di Storia in genere e, in particolare, di quella dell’Impero Romano con le sue conquiste. Il libro è anche l’ideale per tutte quelle lettrici e quei lettori che, proprio in questo particolare periodo dell’anno, sono alla ricerca dell’origine di molte delle nostre tradizioni più sentite.

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Quali sono i suoi ricordi più belli legati al Natale da bambino? Come questi ricordi hanno influenzato la sua scrittura?

Lo scorso ottobre ho compiuto 62 anni e, i molti ricordi dei Natali trascorsi, si sovrappongono nella mia mente e nel mio cuore. Oltre agli anni della mia infanzia dove trascorrevo il Natale in famiglia, in quelli successivi, quando ho ricoperto la carica di primo cittadino nel piccolo paese sede del romanzo, curavo personalmente la festa di Natale per la comunità. L’atmosfera di serenità che si respirava lì durante l’intero periodo delle feste era semplicemente unica. Credo che l’insieme di questi ricordi abbia influenzato in modo significativo la stesura dell’ultima parte del romanzo.

Quali sono i suoi libri natalizi preferiti e perché?

Non ho un libro preferito, forse è anche per questo che ho cercato di scrivere il mio romanzo che, lungi dall’essere sdolcinato e intriso di “atmosfere natalizie”, pan pepato, bastoncini di zucchero e gingilli vari, vuole riportare alle vere origini di questa importante festività, che erano ben note nell’antichità e che oggi, purtroppo, sono andate tristemente perdute, sostituite piuttosto da riti, usanze e tradizioni, soprattutto a carattere commerciale, che hanno molta più apparenza che sostanza.

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Quali sono stati gli obiettivi principali che si era prefissato per il 2024 come autore? In che misura li ha raggiunti?

Il mio romanzo è stato pubblicato e presentato alla fine del 2023. Quest’anno mi sono principalmente dedicato al marketing e alla promozione del libro, nonché alle traduzioni. Ho partecipato a numerose presentazioni organizzate in varie località dell’Alto Adige, in particolar modo, nelle biblioteche comunali, nelle librerie o invitato nei vari Centri culturali, tutte occasioni dove ho avuto la possibilità di far conoscere la cultura retica e quell’affascinante mondo perduto.

Quali sono stati i momenti più significativi dell’anno dal punto di vista della sua carriera di scrittore?

Tutte le presentazioni alle quali ho partecipato, indipendentemente dal numero dei partecipanti, sono state caratterizzate da un pubblico sempre interessato e curioso di conoscere quell’antica cultura che ho cercato di far rivivere nel romanzo. Forse l’evento più significativo si è svolto a metà settembre di quest’anno quando si è tenuta una conferenza all’interno della quale, oltre al sottoscritto, hanno partecipato un noto archeologo di Bolzano, una filosofa e una dirigente scolastica. Il romanzo e il lavoro di ricerca che si è reso necessario per realizzarlo, tocca molti aspetti che sono stati ripresi e approfonditi dai vari relatori nei loro interventi e che hanno suscitato l’interesse del pubblico. Alla serata, erano presenti più di cento persone e le non nascondo che ero molto contento ed emozionato.

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Quali sono i suoi progetti letterari per il 2025? Ci sono nuovi generi o temi che vorrebbe esplorare?

Credo che la maggior parte del nuovo anno la dedicherò al prosieguo delle attività di marketing e promozione del mio primo romanzo. Tuttavia, ho qualche idea per un nuovo libro, ma è ancora “Top secret”.

Come si vede evolvere come scrittore nei prossimi anni? Quali sono i suoi obiettivi a lungo termine?

Sinceramente, l’appellativo di scrittore non sento ancora di essermelo guadagnato. Mi ritengo un “apprendista scrittore” che ha voluto raccontare una storia dimenticata da troppo tempo e che sentiva la necessità di riportare alla memoria le storie di quelle antiche genti e di quegli ambienti ormai perduti.

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