Ben tornati a tutti lettori, oggi sono qui per parlarvi del libro “Elogio della passione” dell’autrice Carlotta Clerici, edito Ventanas edizioni. Non sarà una recensione, che avete già avuto modo di leggere qui un paio di settimane fa. Ma un approfondimento in tappe, in cui tramite le parole dell’autrice potremmo insieme scoprire molto di più di ciò che si cela dietro il romanzo e dietro la sua creazione.
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AUTORE E OPERA – di Carlotta Clerici
Sono nata sul lago di Como, e con il lago ho un legame viscerale, anche se vivo a Parigi da quando, 30 anni fa, sono venuta per restarci un anno…
Fin da bambina sono affascinata dalle storie. Da piccola, non solo divoravo le fiabe, i racconti, ma li inventavo, dettandoli a mio padre che li batteva a macchina.
Arrivata in Francia con una laurea in lettere e una specializzazione in storia del teatro, il lavoro di assistente alla regia mi ha permesso di entrare nel mondo del teatro parigino. Dopo qualche anno, ho incominciato a fare regia io stessa : avevo bisogno di creare. Ben presto, mettere in scena i testi altrui non mi è più bastato, ho incominciato a scrivere testi teatrali, a inventare delle storie, a creare degli universi, a dare vita a dei personaggi.
La mia scrittura è molto autobiografica, il punto di partenza è sempre legato a me, al mio vissuto – anche se, da lì, l’immaginazione mi porta poi lontano, invento personaggi e intrighi che non hanno più nulla a che vedere con la realtà.
Dopo diverse pièces teatrali a più personaggi (tutte rappresentate in Francia e « Il Ritorno » anche in Italia, allo Stabile di Bolzano) ho scritto un monologo, “Stasera ovulo”: volevo parlare della mia avventura di donna che si scopre sterile e preferisce l’adozione alla procreazione assistita, e per descrivere gli stati d’animo della protagonista si imponeva la narrazione alla prima persona. Il monologo che ha avuto un bel successo in Francia (è rimasto un anno in cartellone) e in Italia, dove Antonella Questa l’ha portato in tournée per una decina d’anni, e ha avuto altri allestimenti in diversi paesi, dalla Repubblica Ceca al Libano.
Qualche anno dopo, travolta da una passione incandescente, ho sentito la necessità di raccontare quello che stavo vivendo : di nuovo, si imponeva il punto di vista della protagonista, ma il materiale era troppo abbondante per la durata limitata di un monologo teatrale. Così è nato il mio primo romanzo, « Elogio della passione », e grazie a questa passione ho realizzati un sogno che avevo sin da piccola.
Elogio della passione è la storia di Matilde, una musicista italiana che vive a Parigi dove ha un marito, una figlia, e suona in un trio jazz. Da un po’ di tempo, la sua vita è scivolata in una routine che la soffoca. Matilde non ha più stimoli. L’incontro con un fotografo italiano, Francesco, sul lago di Como, ha l’effetto di una tempesta. Il desiderio avvampa, e Matilde si getta anima e corpo in questa passione che spazza via tutto quello che ha costruito, annientando tutti i ruoli che si era assegnata, compreso quello di madre.
Il romanzo (in un andirivieni temporale tra il ricordo folgorante degli istanti felici e un presente in cui bisogna fare i conti con una realtà da ricostruire) segue tutte le tappe della storia passionale vissuta da Matilde : l’ebrezza dell’incontro, la gioia intensa del desiderio condiviso, la sofferenza nel vedere l’amante defilarsi, il ritorno alla vita come donna libera e appagata e come artista completa.
