“Anomalisa” (2015) di Charlie Kaufman e Duke Johnson

Che cos’è un anomalia? Qualcosa di non ordinario in una situazione ordinaria, ripetitiva, standardizzata, funzionante. Un anomalia è qualcosa di nuovo, che si distacca dal meccanismo scandito e organizzato. In questo film Lisa è un’anomalia, l’anomalia nella vita ormai vuota di Micheal. Per lui sarà una speranza. Un anomalia non è un errore, è un opportunità di cambiare.

Micheal è uno scrittore famoso che si reca a Cincinnati per tenere una conferenza. È circondato da persone con volti e voci tutti uguali, anche le donne sono doppiate da un uomo. Questa scelta stilistica, che per i più superficiali può addirittura arrivare ad essere misogina, in realtà ha un enorme senso narrativo. Anzi, è il senso narrativo principale dell’intera storia. Tutto è monotono per Micheal, tutto è noioso, la sua è una vita vuota. Ecco perche i volti e le voci sono pe lui tutte uguali. L’improvviso udire di una voce diversa fuori dal coro, stavolta con un timbro e un volto femminile ben distinto, doppiata da Jennifer Jason Leigh, sarà l’ancora di salvezza a cui Micheal si aggrapperà.

Il film è girato in stop-motion, i personaggi sono dei pupazzi a tutti gli effetti con tanto di giunture visibili, caratteristica che sarà utile sia per un paio di sequenze surreali sia per rappresentare espressioni vocative nei volti dei protagonisti. E non è semplice se si pensa che è stato fatto tutto a mano. La crisi di identità in un film del genere è dietro le porte. La monotonia, la standardizzazione dell’individuo in questa società, insieme alla sua incapacità di trovare comunque il bello in questa vita, sono gli antagonisti con cui farà i conti. Ma Micheal non ha abbastanza forza. Il nuovo, per sua natura, smette di essere tale in fretta. Micheal non è nient’altro che una vittima del consumismo, che si annoia in fretta ed è ossessionato della ricerca della novità che il mercato offre costantemente. Tante sono le chiavi di lettura del film e di conseguenza, chapeau, se noi spettatori possiamo tutti trovarci una nostra interpretazione senza farci imboccare da un film sterile. Questo “Anomalisa” è tutto il contrario. Anche visivamente il film riesce a colpire, sia per la stop-motion che mostra cose impensabili e complessa da mettere in atto sia per la fotografia calda, ricca di gialli e arancioni. Il ritmo della narrazione è ben pacato, ma questa è una storia che non deve essere frenetica. La regia offre molti piani sequenza che ci buttano dentro lo schermo e la caratterizzazione dei due protagonisti è veramente ottima. Empatizziamo con Micheal e i suoi problemi dell’uomo del ventunesimo secolo, e adoriamo immensamente la dolcezza timida di Lisa. Tutto funziona per un film dal risultato emozionante, ricco di sentimenti e che intrattiene intelligentemente. Super consigliato gente!

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. The Butcher ha detto:

    Uno dei film d’animazione più belli e interessanti degli ultimi anni, una vera e propria perla con una scrittura incredibile e dei personaggi profondi.

    Piace a 2 people

    1. Leonardo Loffredo ha detto:

      Sottovalutatissimo purtroppo

      Piace a 1 persona

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