Recensione: La chiave di Sarah | Tatiana de Rosnay

È una notte d’estate come tante altre, a Parigi. La piccola Sarah è a casa con la sua famiglia, quando viene svegliata dall’irruzione della polizia francese e prelevata insieme ai genitori. Ha solo dieci anni, non capisce cosa sta succedendo, ma è atterrita e, prima di essere portata via, nasconde il fratello più piccolo in un armadio a muro che chiude a chiave. È il 16 luglio del 1942. Sarah, insieme a migliaia di altri ebrei, viene rinchiusa nel Vélodrome d’Hiver, in attesa di essere deportata nei campi di concentramento in Germania. Ma il suo unico pensiero è tornare a liberare il fratellino. Sessant’anni dopo, Julia, una giornalista americana che vive a Parigi, deve fare un’inchiesta su quei drammatici fatti. Mette mano agli archivi, interroga i testimoni, va alla ricerca dei sopravvissuti, e le indagini la portano molto più lontano del previsto. Il destino di Julia si incrocia fatalmente con quello della piccola Sarah, la cui vita è legata alla sua più di quanto lei possa immaginare. Che fine ha fatto quella bambina? Cosa è davvero successo in quei giorni? Quello che Julia scopre cambierà per sempre la sua esistenza.

Titolo: La chiave di Sarah

Autore: Tatiana de Rosnay

Editore: Mondadori
Genere: Narrativa Contemporanea
Data pubblicazione: 22 Luglio 2016
Voto: 5/5

Classificazione: 5 su 5.

Cartaceo -> 12€ | Ebook -> 7,99€

Recensione

Hey readers,

oggi vi porto una lettura che ha atteso per anni nella mia libreria per poi consumarsi in meno di due giorni travolgendomi con una trama coinvolgente e molto, molto toccante!

“La chiave di Sarah” è una doppia narrazione che si alterna tra il 1942 (nello specifico dal Rastrellamento del Vel d’Hiv del 16 luglio) e l’epoca contemporanea. Nel 1942 siamo davanti alla straziante storia di Sarah Starzynski che viene svegliata nel cuore di quella tragica notte di luglio per essere deportata insieme alla madre e al padre (che si consegna spontaneamente nonostante il suo nascondiglio), mentre il fratellino rimane nascosto chiuso a chiave nell’armadio a muro della casa; dopo aver passato alcuni giorni trascorsi nel Velodromo d’Inverno alla strema delle forze, senza viveri, viene trasferita con la famiglia nel campo di Beaune-la-Rolande e separata dai genitori; da questo momento può contare solo sulle proprie forze per farcela e tornare a Parigi per liberare il fratellino. Mentre nel periodo contemporaneo Julia l’americana si trova a compiere un’indagine giornalistica proprio su quella notte di luglio, scoprendo come la maggior parte dei suoi amici e della popolazione francese preferisca ancora oggi ignorare quanto è accaduto, soprattutto per non ammettere la totale complicità esercitata dallo Stato e dalla polizia francese. La giornalista scoprirà sin da subito una strana serie d’eventi che collega la sua famiglia “adottiva (ossia quella del marito)” alla storia della piccola e coraggiosa bambina.

Inizio sin da subito con l’avvertirvi che una volta preso tra le mani questo libro sarà molto difficile separarsene. L’autrice è riuscita con grandi capacità a bilanciare la curiosità che si crea nel lettore con lo sdegno e la rabbia che porta la ricostruzione dei fatti che realmente si consumarono in questo buio momento della storia francese.

Il personaggio di Julia è sicuramente molto interessante, è una donna forte e dinamica, ha la forza di continuare le sue ricerche nonostante siano molte le persone intorno a lei che le dicono di lasciar perdere. Il suo carattere determinato appare anche nei problemi coniugali che affronta senza paura.

L’aspetto della ricostruzione storica è trattato in maniera approfondita e molto consapevole, sono molteplici i piccoli dettagli che nascondono ricerca e competenza dell’autrice; un esempio è la complicità delle portinaie dei palazzi che, in parte, denunciarono gli ebrei alle autorità e in parte minore li nascosero e protessero dalle atrocità.

E’ bellissimo anche vedere come, nonostante il male che questo libro tratta, ci siano tanti personaggi positivi che, nei limiti delle loro possibilità, aiutano sia Sarah che Julia nel completare le loro “missioni”.

5/5

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