Recensione “Il ladro gentiluomo” Maurice Leblanc Vol. 1 Le avventure di Arsenio Lupin

Che sorta di “ladro” è Arsène Lupin? “Ladro gentiluomo” è la definizione, coniata dall’autore stesso per il primo volume del ciclo, dell’affascinante e irraggiungibile Lupin, amato dalle donne, ammirato dagli uomini, idolatrato dai giovani. L’affascinante Arsène è anche conosciuto come “il Robin Hood della Belle Époque”, e l’abbinamento è legittimo, tranne che per un particolare: Lupin non ha armi se non la propria intelligenza, perspicacia, intuizione. Perfino i rappresentanti della giustizia, che pure non vedono l’ora di catturarlo, sono fermamente convinti che un delitto non potrebbe mai essere opera sua. Si traveste continuamente e interpreta con maestria moltissimi personaggi, emulando in questo il suo grande ispiratore londinese Sherlock Holmes: con l’espandersi del mito, Lupin ha dato vita, senza soluzione di continuità, oltre che a un’ampia serie di saggi, alle più varie forme di rappresentazione: cinema, serie TV e radiofoniche, composizioni musicali, fumetti e perfino gadget.

Titolo: Il ladro gentiluomo

Serie: Le avventure di Arsenio Lupin
Autore: Maurice Leblanc 
Editore: Newton Compton Editore
Genere: Classico / Giallo
Data pubblicazione: 21 Gennaio 2021
Voto: 4.5/5

Classificazione: 4.5 su 5.

Cartaceo -> 5,90€

Recensione

Le puntate di Lupin in Tv sono una costante dell’infanzia di molti di noi. Poter leggere le sue imprese anche su carta è stato qualcosa di fantastico; mi sono trovata trascinata in un vortice di emozioni e ricordi. Anche se la storia del romanzo non rispecchia alla perfezione l’anime (ovviamente), l’astuzia del protagonista e il suo incredibile e raffinato senso dell’umorismo sono un inno alla versione animata del mitico ladro gentiluomo.

Ma andiamo con ordine.

Il romanzo narra delle avventure di Lupin a partire dal suo arresto su una nave da crociera. Viene comunicato che a bordo si trova il temibile ed efferato ladro Arsene Lupin, ma prima che venga pronunciato il nome con cui il personaggio si fa chiamare dai compagni di navigazione, la comunicazione misteriosamente si interrompe. Chi sarà il criminale, la cui falsa identità è un mistero? La questione si risolve in modo inaspettato e comico e già dopo una manciata di pagine la genialità della scrittura mi è balzata agli occhi, palese. Dall’arresto in poi, le varie avventure del protagonista, incrociate con quelle delle sue vittime, se così si possono definire, ma soprattutto con la vita del povero Ganimard, si susseguono a tutta velocità, in un turbinio di immagini, sensazioni e colori. Le fughe, i sotterfugi, gli intrighi e l’incredibile fascino del ladro gentiluomo emergono in più punti del racconto, ad esempio durante il saccheggio del castello del barone di Cahorn. Per l’occasione, Lupin avverte cordialmente e in modo innocente il nobile che, nonostante in prigione, riuscirà a mettere mano agli inestimabili tesori racchiusi tra le mura della sua proprietà. Non dico come va a finire perchè cadrei nello spoiler, ma fidatevi che il barone finirà gabbato.

Rimanendo in tema di colpi di scena e dimostrazioni di furbizia da parte di Lupin, è necessariamente da citare la scena in tribunale, per il suo processo. E’ proprio questo evento che mi ha portata a capire meglio il rapporto che lega Ganimard e Lupin, ispettore e ladro, cane e gatto secondo la legge, ma entrambi rispettosi dell’altro. Ganimard infatti riconosce nel pittoresco personaggio che cerca in continuazione di accalappiare (e ci riesce anche) un individuo dotato di un talento naturale per… Il furto.

A onor del vero, a caratterizzare Lupin è un’incredibile astuzia, un’intelligenza fuori dal comune declinata con una personalità unica e un garbo da vero gentiluomo.

Forse è proprio questo che rende il romanzo così irresistibile, la persona di Lupin con tutti i suoi pregi e difetti, in concomitanza alla scrittura fresca e piacevole di uno scrittore che riesce a rimanere eccezionalmente attuale. La lettura scorre veloce e liscia come le guanciotte di un neonato, intrattiene a livelli impressionanti e porta il lettore a macinare pagine su pagine, spinto dall’impeto irrefrenabile della curiosità.

Non annoia, diverte ed è adatto a persone di tutte le età e gusti grazie alla stesura limpida e incisiva e le tematiche facilmente apprezzabili dai più. Decisamente consigliato!

Voto: 4,5/5

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