Recensione “Il rilegatore” di Bridget Collins

Immagina di poter cancellare per sempre un ricordo, una colpa, un segreto. È esistito un tempo in cui era possibile. È questa l’arte di antichi rilegatori che nelle loro polverose botteghe, oltre a modellare la pelle e incollare fogli, aiutano le persone a dimenticare. Seduti con un libro in mano ascoltano le esperienze del passato che vengono raccontate loro. Parola dopo parola, le cuciono tra le pagine, le intrappolano tra i fili dei risguardi. Così il ricordo sparisce per sempre dalla memoria. Catturato sulla carta non c’è ne più traccia. Per anni l’anziana Seredith ha portato avanti questo affascinante mestiere, ma è arrivato il momento di trovare un apprendista. Qualcuno che rappresenti il futuro. La sua scelta cade su Emmet. Sarà lui il nuovo rilegatore. Lui per cui i libri sono sempre stati proibiti. Ne ha paura anche se non sa cosa c’è di sbagliato in quello che nascondono. Eppure giorno dopo giorno quella diventa la sua vita e il suo compito quello di raccogliere segreti, colpe e confessioni. E il luogo in cui quel mistero ogni volta si compie è ormai la sua casa. Casa che crede di conoscere in ogni suo angolo fino al giorno in cui scopre una stanza di cui nessuno gli aveva parlato. Una libreria immensa la riempie. Tra quelli scaffali Emmet trova un libro con scritto il suo nome. Al suo interno è celato un ricordo che gli appartiene. Non c’è nessun dubbio. Ma il ragazzo non sa di cosa si tratta. Non può saperlo. Ed è ora di scoprirlo. Perché per sapere chi è veramente ha bisogno di conoscere ogni cosa, anche quello che ha voluto o dovuto dimenticare.

Titolo:  Il Rilegatore

Autore: Bridget Collins

Editore: Garzanti

Genere: Fantasy

Data pubblicazione: 2 maggio 2019

Voto: 5/5

Classificazione: 5 su 5.

Cartaceo -> 17,90€ | Ebook -> 9,99€


L’autrice:

Bridget Collins ha studiato arte drammatica alla London Academy of Music and Dramatic Art e letteratura inglese all’università di Cambridge.
Dopo una fortunata carriera come attrice, ha deciso di dedicarsi alla narrativa.
Il rilegatore è il suo primo libro ed è stato il più atteso del 2019.
Venduto in 25 paesi ha incantato la stampa di tutto il mondo ed appena uscito in Inghilterra è balzato in cima alle classifiche dove è rimasto per mesi grazie a un passaparola inarrestabile.


Recensione:

Parto subito dicendovi che questo libro è stato per me una meravigliosa sorpresa. Quando ho letto per la prima volta la trama sono rimasta abbastanza incuriosita. Ciò che la trama presentava era un fantasy dai caratteri non troppo accentuati, proprio come piace a me, ma poi durante il corso della lettura mi sono resa conto che questo libro è come un invitante cioccolatino, che nasconde al suo interno una sorpresa ancora più sensazionale.

L’idea che mi ero fatta leggendo la trama non si avvicinava nemmeno lontanamente a ciò che la Collins ha creato tra le pagine di questo libro e credo che l’effetto sorpresa sia stato uno degli aspetti più belli di questa lettura. Per questo motivo ho deciso di non inserire nella mia recensione eventuali spoiler che possano privarvi del sapore della scoperta che in questo libro, pagina dopo pagina, vi terrà incollati alla lettura.

Il Rilegatore è diviso in tre parti durante le quali, in un climax ascendente, la curiosità e il ritmo si fanno sempre più potenti fin quando non vi ritroverete a girare l’ultima pagina e a chiudere il libro con un sorriso nostalgico stampato sul volto. Perché la storia de “Il Rilegatore” vi farà provare tante emozioni e giunti alla fine sarà difficile abbandonare per sempre i suoi personaggi.

Il libro inizia con un ritmo lento a causa delle ricche descrizioni che però servono alla Collins per gettare le fondamenta di quella storia che riusciremo a capire solo andando avanti con la lettura. Fin da subito ci viene presentato il personaggio di Emmett, di lui sappiamo che è stato a lungo malato, ma non sappiamo cosa lo ha colpito o il perché, dai dialoghi dei suoi familiari cogliamo solo poche informazioni celate dietro sguardi d’imbarazzo e frasi sospese. Emmett sembra intenzionato a tornare alla sua vita prima della malattia, finché un giorno suo padre gli annuncia che è arrivata una lettera da una rilegatrice che lo richiede come suo apprendista. Emmett è confuso, i libri infatti gli sono sempre stati presentati come qualcosa di dannato e pericoloso, ricorda ancora quando da bambino durante una fiera ne aveva comprato uno suscitando l’ira del padre. La sua famiglia aveva cercato di tenerlo lontano da loro eppure ora lo stava costringendo ad accettare il lavoro offertogli da Seredith. Emmett è così costretto ad abbandonare tutto per andare a vivere con la vecchia rilegatrice in una casa sperduta tra le paludi. Qui Seredith cercherà di trasmettergli l’arte manuale della rilegatura eppure la donna continuerà a tenerlo lontano dai libri.

Lei rise. «Sì che puoi. Rilegatori si nasce, non
si diventa. E tu sei un rilegatore nato, ragazzo. Adesso l’idea
potrà anche non piacerti molto. Ma alla fine capirai. E non
ti lascerà in pace. C’è una grande forza dentro di te. È questo
che ti ha fatto ammalare quando… Tu sei più forte della
maggior parte dei rilegatori che ho conosciuto. Vedrai.»

Verso la fine della prima parte viene introdotto il personaggio di Lucian Darnay. Inizialmente sembra non avere un preciso ruolo, il suo arrivo rompe la condizione di equilibrio che si era creata, Emmett sembrava guarito ma dopo la sua visita tornano a tormentarlo la febbre e gli incubi e questo ce lo fa apparire come un personaggio negativo. Solo nella seconda parte del libro scopriremo però il suo ruolo nella storia. La seconda parte è sicuramente il vero cuore del romanzo, iniziano a ricomporsi i tasselli che l’autrice aveva disposto nella prima parte e si gettano le basi per la terza. In quest’ultima la narrazione torna al presente con un cambio di POV, la storia ci viene ripresentata attraverso un nuovo punto di vista, quello di Darnay, e il racconto si arricchisce di nuovi dettagli e nuove emozioni. Il finale è aperto, proprio come piace a me, e ha dato a questa storia una sorta di lieto fine che a lungo avevo temuto non ci sarebbe stato.

Tra i tratti distintivi di questo romanzo c’è sicuramente il word building. Viene difficile capire in quale scenario storico e geografico è ambientata la storia, alcuni dettagli ci fanno intuire che l’ambientazione sia un’antica Inghilterra anche se la collocazione temporale non è per nulla chiara. Il mondo costruito dalla Collins è un riflesso del nostro in cui l’unico tratto magico e fantastico è rappresentato dei libri.

Ne “Il rilegatore” i libri non raccontano semplici storie ma contengono in sé veri ricordi di vita, ricordi di cui gli uomini decidono di liberarsi cancellandoli completamente dalla mente e rinchiudendoli tra le pagine di un libro. Nelle loro botteghe i rilegatori tramandano quest’antica arte spesso considerata oscura e disonorevole. Emmett imparerà pian piano a conoscere questo mondo, fin quando il ritrovamento del suo libro non gli riporterà alla mente quei ricordi cancellati che daranno finalmente una risposta a tutti i suoi dubbi.

Noi prendiamo i ricordi e li rileghiamo. Qualunque cosa
la gente non sopporti di ricordare. Qualunque cosa con
cui non riescano a convivere. Noi prendiamo quei ricordi e
li mettiamo dove non possono più fare del male. Solo questo
sono i libri.

Quella de “Il rilegatore” è una storia sensazionale e indimenticabile in cui si uniscono magia, amicizia, amore e dolore. I veri protagonisti del racconto sono i ricordi, anche quelli dolorosi ci appaiono come qualcosa di fondamentale, senza i quali le persone restano vuote e incomplete. Ho amato ogni pagina di questo libro, la Collins ha uno stile di scrittura elegante e scorrevole che mi ha tenuta incollata alle pagine e che ha reso piacevoli anche le dettagliate descrizioni che a tratti potevano sembrare troppe.

Consiglio la lettura di questo libro a tutti, non solo agli amanti del genere fantasy, non sento infatti di descriverlo come un semplice fantasy, “Il rilegatore” è molto di più e potrete scoprirlo solo leggendolo.

Il mio voto è 5/5!

Alla prossima recensione!

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