Recensione “Le vite immobili” di Pietro Gambino

Su una nave che procede senza mai giungere a destinazione, Giacomo è alla ricerca di una donna della quale nessuno tranne lui ha conservato memoria e che rivive nei suoi quadri, insieme ad altri personaggi divenuti ormai ombre lontane nei suoi ricordi. In questa odissea senza fine il tempo inganna e i ricordi sbiadiscono veloci, ma nessuno sembra rendersene conto. Il viaggio, tuttavia, terminerà e tutti, infine, dovranno compiere una grave scelta. Il simbolismo della trama vuole essere l’affresco surreale di una realtà tragica e mostrare un mondo confuso e immobile, fatto di esistenze che raramente si elevano al grado di vera e propria “vita”. Morte, vita, amore e tempo sono proprio i punti cardine attorno a cui si costruiscono le riflessioni e le inquietudini dei protagonisti. Un viaggio senza meta che solleva interrogativi morali e che condurrà il lettore a scavare nei più reconditi angoli della mente.

Titolo: Le vite immobili

Autore: Pietro Gambino

Editore: Porto Seguro

Genere: Narrativa

Data pubblicazione: 23 Settembre 2020

Voto: 5/5

Classificazione: 5 su 5.

Cartaceo -> 17,90€


Recensione

“Chi siamo?”

“Sto vivendo davvero? O è solo un’illusione?”

Sono queste le domande che il lettore si pone leggendo la meravigliosa opera di Pietro Gambino. Uno scrittore di vero talento, capace di sviscerare l’animo umano attraverso un sapiente utilizzo delle parole e del simbolismo. “Le vite immobili” è un romanzo moderno, una ventata di aria fresca nel panorama degli autori contemporanei.

Da lettrice mi sono immedesimata a tal punto da chiedermi se i personaggi stessero compiendo scelte giuste o sbagliate, o era il caso che si comportassero diversamente. Tutti i protagonisti del romanzo, principali o secondari che siano, si distinguono per la loro umanità: tutti portano con sé il loro bagaglio fatto di paure, virtù, angosce, amore. Le mille sfaccettature del loro animo ci permettono di “vivere” serenamente la storia, nonostante sia concentrata quasi sempre negli stessi luoghi e nonostante il ripetersi ciclico di alcune azioni (ad esempio Mozzo che continua a pulire sempre nello stesso punto). Secondo il mio modesto parere, è proprio questa incredibile forza dei personaggi a dare pienezza al libro, rendendolo unico nel suo genere.

Inoltre, le tematiche affrontate, sebbene complesse come quelle della vita e della morte, vengono descritte con una tale naturalezza da essere chiare anche per chi, come me, non conosceva questo splendido genere narrativo. Il risultato? Una storia delicata, raccontata con uno stile poetico. Una storia in cui si intrecciano amicizia, virtù, paure, e l’amore pure e genuino di Giacomo per la sua Johanna a far da cornice a tutto ciò. Un libro da rileggere almeno una seconda volta, per capire pienamente il suo significato.

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