La Pianista Sarah Giannetti: “La speranza della quale mi nutro è quella di poter tornare a suonare nelle grandi sale, ghermite di persone, musicisti e uditori”

Ben tornati lettori, oggi con molto piacere, dopo un anno abbiamo nuovamente il privilegio di poter ospitare ed intervistare la pianista Sarah Giannetti. Potete leggere la prima intervista qui->. Oggi troviamo Sarah reduce da due vittorie a concorsi internazionali di grande prestigio e vogliamo con lei e grazie a lei, soffermarci su questi avvenimenti, vissuti ed affrontanti in un periodo tanto particolare come quello che stiamo noi tutti vivendo: la Pandemia da Covid-19.


Ben tornata Sarah e grazie mille per essere nuovamente ospite di Muatyland. Come anticipato in precedenza, è passato un anno dalla nostra precedente intervista e ti troviamo reduce da due vittorie a livello internazionale vissute durante una pandemia globale. Ti andrebbe di condividere queste due esperienze con i nostri lettori?

Ciao Martina, grazie a te e alla tua rivista per l’interesse con il quale mi seguite ormai da tempo. Come potrai bene immaginare, anche per noi artisti il 2020 è stato un anno molto particolare, all’insegna dell’incertezza e degli annullamenti di eventi concertistici; quando l’otto Marzo è stato annunciato il lockdown, è iniziato un periodo lunghissimo, un tunnel cavernoso del quale non si vedeva l’uscita. Bisognava continuare a studiare, per non perdere l’allenamento,  e nel contempo  non si riusciva a comprendere a quale scopo dovessimo continuare a farlo. Gli obiettivi e le motivazioni scarseggiavano e così alcuni concorsi pianistico hanno rivoluzionato il proprio format per adeguarsi alle nuove esigenze; essi avvenivano tramite l’invio di materiale multimediale, video e registrazioni. Inizialmente ero molto scettica, poi ho voluto mettermi in gioco nel solo modo in cui potevo farlo in quel momento: mi sono dunque iscritta ad un concorso in Quebec, in Canada. La commissione ha fissato una data di scadenza per l’invio dei file video e qualche giorno dopo sono stati annunciati i risultati. È stato molto motivante,  sapere di avere vinto il primo premio. Presa dall’entusiasmo mi sono iscritta subito ad un altro concorso, questa volta a New York, un altro primo premio che mi permetterà di esibirmi alla Carnegie Hall (Weill Recital Hall) il prossimo 8 Marzo e di ritirare il mio trofeo.


Sorge spontanea una domanda: per sostenere entrambi i concorsi, avresti dovuto attraversa l’oceano per ben due volte, trovi che data la situazione ed essendo stato stato necessario l’utilizzo della modalità online per entrambi, sia stata data in realtà una possibilità in più a chi magari come te vive in un altro continente?

Grazie a questo format innovativo, i concorsi online hanno dato la possibilità di partecipare a tutti i continenti senza esclusione di nessuno a causa dell’emergenza epidemiologica. Credo dunque sia stata una grande opportunità,  sebbene non sia emotivamente altrettanto appagante, perché le esibizioni dal vivo sono assolutamente insostituibili.


Come hai anticipato, il prossimo anno, debutterai alla prestigiosa Carnegie Hall di New York. Psicologicamente come è sapere di avere in programma un evento di tale portata? Quale programma eseguirai?

Esatto Martina, il prossimo marzo, pandemia permettendo, mi esibirò a New York. Sono molto emozionata in verità,  non vedo l’ora! Il programma verrà concordato a breve con gli organizzatori; per saperne di più invito chiunque fosse interessato a seguirmi sulle mie pagine social, costantemente aggiornate dei miei impegni.

sarahgiannetti.com


Tornando al periodo di chiusura totale che ha vissuto il nostro paese, come è stato per te da musicista veder cancellati concerti e per mesi, dover stare lontana dalla performance vera e propria? Come è stato poi il ritorno a poter eseguire la tua arte di fronte ad un pubblico in carne ed ossa?

Il mio rientro sulle scene, avvenuto a Luglio, dopo 5 mesi di totale inattività, è stato persino insolito. Ho eseguito il Terzo Concerto di Beethoven per pianoforte e orchestra in provincia di Venezia, a Villa Farsetti (Santa Maria di Sala) accompagnata da un organico di 35 elementi e diretta da un talentuosissimo musicista, Pietro Semenzato. Inizialmente eravam molto perplessi sul da farsi, ed eravamo tentati di rimandare il concerto: le disposizioni parlavano di un metro e mezzo tra un orchestrale e l’altro,  e di due metri tra il solista e il direttore d’orchestra, pertanto avevamo paura di essere così distanti da non riuscire ad ascoltarci vicendevolmente. Fortunatamente il concerto è stato un successo ed è stato talmente emozionante tornare sul palco dopo tutti quei mesi, che avevo io stessa le lacrime agli occhi.Una volta finita l’esibizione ricordo un intenso sguardo di commozione tra me e il direttore d’orchestra: in condizioni di normalità ci saremmo stretti la mano..


Da insegnante invece, come molti altri hai dovuto optare per la modalità online per continuare a seguire i tuoi allievi, anch’essi in alcuni casi impegnati nella preparazione di concorsi. Come vi siete organizzati? Quali sono state le difficoltà maggiori?

Il capitolo delle lezioni online è stato forse il più discusso e complesso per noi musicisti: di certo era difficoltoso lavorare su aspetti quali l’interpretazione e la sonorità,  a causa anche della scarsa qualità delle piattaforme usate e della connessione stessa. Molte volte, quindi, ero costretta a chiedere ai miei allievi registrazioni di loro esecuzioni per poter correggere il lavoro svolto in maniera più meticolosa. Abbiamo preparato anche dei concorsi online con qualcuno di loro, ed alcuni hanno ottenuto buoni riconoscimenti. Devo dire, però, che potersi vedere di nuovo per fare lezione dal vivo, è stato tanto bello per me quanto per loro.


Per concludere, augurandoti il meglio per te e per la tua arte, quali sono le tue speranze per l’avvenire in un periodo tanto complicato ed incerto come quello che stiamo vivendo?

La speranza della quale mi nutro momentaneamente è quella di poter tornare a suonare nelle grandi sale, ghermite di persone, musicisti e uditori. E che siano vicini. Assolutamente vicini. E senza paura.


grazie a Sarah Giannetti per la disponibilità e la gentilezza.

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