“Freaks” di Tod Browing. (1932)

Di film strani il mondo ne è pieno. Perciò, se è la stranezza che ricercate e già avete, o credete di avere il raro gusto anticonvenzionale di sapervi affascinare davanti a ciò che oggi molti descriverebbero come “cringe”, Freaks è il film che assolutamente dovete vedere.

Per chi non lo sapesse i “Freaks”, non sono nient’altro che i fenomeni da baraccone. Persone che per vari motivi sono menomati, affetti da rare malattie, malformazioni fisiche, forme di nanismo ecc…. che si esibivano in spettacoli a pagamento, spesso accostati all’ambiente circense. Questi “Freak-show” (così venivano chiamati) avevano il successo di attirare il pubblico semplicemente impressionandolo. Anche in questo decennio in realtà, sono molto spesso nati dei programmi televisivi che fanno un po’ la stessa cosa.

Ma c’è un discorso che vorrei fare prima di iniziare a parlarvi dell’opera in se per se. La parola “cringe” che ultimamente ha spopolato nell’ambiente giovanile, descrive la sensazione di sentirsi imbarazzati per qualcun’altro. Ora, a tutti può essere capitato di sentirsi imbarazzati quando si incontra per strada una persona affetta da nanismo, storpia o altro… ma nessuno ci ha chiesto di sentirci imbarazzati. E’ vero, ci sentiamo tali perché percepiamo una differenza tra noi e loro, il fatto di essere consapevoli di essere stati noi quelli fortunati ci porta in qualche modo a sentirci in colpa… ma di nuovo, nessuno ci ha chiesto di farlo. Questo non significa che dobbiamo essere freddi e insensibili alla situazione, ma solo sforzarsi di capire che quella differenza, causa scatenante, c’è solo perché noi inconsciamente abbiamo deciso che c’è. Ma c’è veramente? Il film mostra proprio questo, i Freaks sono persone a tutti gli effetti e come tali provano emozioni. Vivono. Sono vive.

DVD -> 7,99€

Freaks è un film che sono sicuro possa aiutare ad battere questa “barriera” che in molti tendono ad avere, la stessa barriera che ci allontana dal vedere opere con tematiche inusuali o semplicemente troppo vecchie per i nostri standard. Ci riesce in modo sublime. Come? E’ facile! Attraverso la soddisfazione provocata dal suo meraviglioso finale.
Ma ci arriviamo, vediamo la trama: La prima scena vede un uomo entrare all’interno di un capannone dove si esibiscono vari Freaks. Egli arriva fino ad un piccolo recinto e mostra al suo pubblico, ma non a noi, una creatura a quanto pare talmente raccapricciante che gli spettatori la osservano orripilati. Subito dopo, la storia fa un salto indietro e comincia a fare un focus sulla vita della stessa compagnia circense. Il protagonista è Hans, un piccolo uomo affetto da nanismo che si innamora invece della bella trapezista Cleopatra, di nome e di fatto. Sfruttando l’ingenuità del piccolo protagonista, lo attira tra le sue grinfie e si fa fare regali costosi allontanandolo sempre di più dalla fidanzatina Frieda. Lo scopo della donna non è altro quello di abbindolare Hans sempre di più, sposarlo e poi ucciderlo al fine di godere della sua ricca eredità con l’amante Ercole, il forzuto del circo. Tuttavia la perfidia dei due antagonisti, messa in scena egregiamente dal regista e recitata impeccabilmente, viene fin da subito riconosciuta dagli altri Freaks della compagnia che anche loro derisi continuamente, organizzano segretamente un piano. Dopotutto la bravura di Browing è stata anche questa: era quasi impensabile pensare ad un finale positivo per il piccolo Hans visto ciò che vediamo succedere: per giorni viene avvelenato di nascosto dalla terribile femme fatale fino a che un colpo di scena impensabile non ci da una nuova prospettiva sullo svolgimento dei fatti. Assistiamo ad una ribellione di tutti i Freaks, un riscatto terrificante, pieno di un odio nato dagli scherni ricevuti per tutta la durate del film. Un finale dalla massima tensione e che da una soddisfazione che è sempre un incredibile piacere. Senza aggiungere altro, la scena finale si ricollega poi a quella iniziale dove, finalmente, scopriamo chi era la raccapricciante creatura che non ci venne mostrata ad inizio film, ma se siete un po fantasiosi sono sicuro che ci possiate arrivare.

Detto questo, ciò che stupisce della pellicola è anche l’immediata scorrevolezza, il fatto che sia girato in un modo talmente moderno dà non essere per niente invecchiato, dove il bianco e nero può essere nient’altro che una scelta di stile più che una caratteristica dell’epoca. Sembra di vedere a tutti gli effetti un particolare “rape and revenge” anche se di “rape” non c’è niente, ma il concetto è lo stesso. Il ritmo è veloce, i dialoghi modernissimi e poi il film dura solo un oretta scarsa, motivo in più per dire, ma sì “guardiamolo”. Sapete, sono sicuro che si possa trovare quello che cerchiamo nei film moderni anche nei film del passato, tutto sta a noi e a se acconsentiamo a farci affascinare anche dà essi o meno. La stessa cosa vale per la musica, e per tutte le arti in generale dopotutto. Le fastidiosissime scene, molte, veramente tante, in cui i Freaks vengono derisi, in cui Cleopatra si prende gioco di Hans sono terribili. Talmente tanto che quando nella successive, vediamo anche solo un Freaks sorridere, o accendersi una sigaretta senza avere braccia e gambe, quella barriera, quel senso di “cringe” non può far altro che venire meno e lasciare il passo alla stupenda e “rompischermo” sensazione di empatia. Un film che anche solo per l’audacia di parlare di tali argomenti negli anni 30 merita il suo posto nell’olimpo dei classici e dei film che non devono essere in alcun modo dimenticati. Un film che non dovrebbe nemmeno aver bisogno di voti. 5/5


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