Intervista ad Angela Salogni, autrice de “L’asino non è stupido”

Salve lettori di Muatyland! Dopo la recensione di questa fantastica novella (che potete trovare a questo link) ho intervistato la sua autrice!

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Ecco le domande che ho posto ad Angela Salogni; vi permetteranno di capire meglio il suo pensiero, ciò che l’ha spinta a diventare scrittrice e cosa si cela dietro “L’asino non è stupido”, che vi invito nuovamente a leggere.

Buona lettura!


Intervista

Da dove nasce la voglia di scrivere, di narrare una storia?

La voglia di scrivere c’è sempre stata, mi aiuta a mettere in ordine i pensieri. E’ difficile per me rispondere a questa domanda perchè non saprei immaginarmi “senza” voglia di scrivere!

Un bravo autore è solitamente in primis un grande lettore. Quali sono state le letture più significative della sua vita? È anche grazie a queste che ha capito di voler scrivere?

Impossibile indicare pochi libri, andrei per autori: Benni, Vitali, Mazzantini, King, Christie. Ogni volta che li leggo mi viene voglia di scrivere! C’è forse un libro che lessi da bambina e che mi ha trasformata in una lettrice assidua e che ha instillato la voglia di scrivere: “Il gabbiano Jonathan Livingstone” di Richard Bach. Una rivelazione.

Le rivolgo adesso qualche domanda più specifica sulla bellissima novella che Lei ha scritto. Leggendola, seppur completamente diversa nella trama e nella descrizione dei personaggi, viene naturale pensare al famosissimo romanzo di George Orwell, “La fattoria degli animali”, per via dell’ambientazione caratteristica. A questo proposito le volevo chiedere, esiste un romanzo o più in generale un autore che abbiano in parte influenzato il suo stile?

Ritorno agli autori di cui sopra, sicuramente mi hanno influenzata. Quando scrivo riconosco le impronte lasciate dai loro libri. Nel caso di “L’asino non è stupido” ci sono infatti ironia, poesia e mistero.

Già dal titolo emerge quella che, dopo un’attenta analisi, è la morale della novella: scardinare i pregiudizi, i luoghi comuni. Il racconto vuole essere allora un invito alla nostra società a non fermarsi alle apparenze, ma ad andare sempre oltre la superficie dell’animo umano?

Vedo molta superficialità nei rapporti umani, sciatteria e disattenzione. Sarebbe un mondo più bello se fossimo tutti un pò Burro e riuscissimo ad accettare il prossimo senza pregiudizi, se ascoltassimo con l’intento di capire invece che aspettando di rispondere. Non dobbiamo per forza farci piacere tutti, ma ognuno ha il diritto di vivere come gli va, finchè non nuoce a nessuno.

In realtà, la vera protagonista del racconto sembrerebbe la gallina Tonina. Considerando la storia come una grande metafora dei tempi odierni, Lei ritiene che nella nostra società venga dato poco ascolto ai bisogni dei più anziani? Spesse volte infatti, i nostri “vecchietti” ci fanno arrabbiare, perché non si rassegnano ai fisiologici cambiamenti dell’anzianità. Di conseguenza, crede sia possibile creare una società più inclusiva in cui l’anziano non si senta inutile, solo e guardato con compassione?

Mentre raccontavo la storia non pensavo specificamente agli anziani, ma a chiunque non sia più “economicamente competitivo” in società. Anziani certamente ma anche mamme per esempio. Viviamo in un mondo in cui si è rilevanti solo se si produce ricchezza, la Tonina si ribella a questo.

È stato difficile “immedesimarsi” nella mente di tanti animali così diversi tra loro? Ha passato del tempo osservando qualcuno di loro dal vivo?

Sono nata nelle colline venete, fra il Piave ed il Brenta. La convivenza con gli animali è stata costante e naturale ed ho avuto modo di osservare gli animali da fattoria da vicino per oltre 25 anni. La mia casa non era una fattoria ma molti miei compagni di scuola avevano campi ed animali da accudire, ed io ero spesso nei paraggi oppure a dare una mano. Ho un amore speciale per i gatti (Mina ed Ernesto sono gatti realmente esistiti ed infinitamente amati) ma affetto e simpatia per tutti gli altri animali menzionati nel libro. 

Nonostante i Nonni siano relegati in secondo piano ai fini della storia, traspare un amore incondizionato verso gli animali della fattoria, quasi come se fossero figli loro. Lei crede che al giorno d’oggi gli animali siano troppo spesso sfruttati dall’uomo, e che non vengano amati ed apprezzati nel modo giusto?

Gli animali e tutto il mondo naturale. Si ritorna al concetto di cui sopra: sei rilevante solo se produci ricchezza, e l’uomo applica questa regola anche a piante, animali, mari, fiumi, tutto. E’ un sistema insostenibile e la Terra ci sta già punendo. Purtroppo non vedo tentativi di redenzione.

Chiudo questa breve intervista rinnovandole i miei complimenti per una novella così ben scritta e pregna di significati e temi importanti; le chiedo infine: sentiremo presto parlare di un’altra sua novella?

Sto scrivendo il secondo libro, sarà un’atmosfera completamente diversa. E’ un fantasy leggermente distopico. Poi con due carissime amiche stiamo lavorando alla traduzione di “L’asino non è stupido” in Inglese e alle illustrazioni, che completeranno la storia!

Angela Salogni nasce nel 1981 in provincia di Treviso ma vive in Portogallo dal 2015. Scrive storie da quando ha imparato a scrivere a scuola, ma ha completato il suo primo libro vero solo nel 2020. Ognuno ha i suoi tempi per capire qual’è la sua vocazione! Ama gli animali, soprattutto i gatti. Vive fuori Lisbona con il marito portoghese ed i gatti Mitsu e Kioshi.

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