Recensione: Il buio oltre la siepe |H. Lee

In una sonnolenta cittadina del profondo Sud degli Stati Uniti l’avvocato Atticus Finch è incaricato della difesa d’ufficio di un afroamericano accusato di aver stuprato una ragazza bianca. Riuscirà a dimostrarne l’innocenza, ma l’uomo sarà ugualmente condannato a morte. Questo, in poche righe, l’episodio centrale di un romanzo che da quando è stato pubblicato, oltre cinquant’anni fa, non ha più smesso di appassionare non soltanto i lettori degli Stati Uniti, ma quelli di tutti i paesi del mondo dove è stato tradotto. Non si esagera dicendo che non c’è americano che non l’abbia letto da bambino o da adolescente e che non l’abbia consigliato a figli e nipoti. Eppure non è un libro per ragazzi, ma un affresco colorito e divertente della vita nel Sud ai tempi delle grandi piantagioni di cotone, dei braccianti neri che le coltivavano, delle cuoche di colore che allevavano i figli dei discendenti delle grandi famiglie dell’Ottocento, della white trash, i “bianchi poveri” abbrutiti e alcolizzati; e anche, purtroppo, delle sentenze sommarie di giurie razziste e degli ultimi linciaggi americani della storia. Quale il segreto della forza di questo libro? La sua voce narrante, che è quella della piccola Scout, la figlia di Atticus, una Huckleberry Finn in salopette (dire “in gonnella” sarebbe inesatto, perché Scout è una maschiaccia impertinente e odia vestirsi da donna) che, ora sola ora in compagnia del fratello maggiore e del loro amico più caro (ispirato all’autrice dal suo amico d’infanzia Truman Capote), ci racconta la storia di Maycomb, Alabama, della propria famiglia, delle pettegole signore della buona società che vorrebbero farla diventare una di loro, di bianchi e neri per lei tutti uguali, e della vana battaglia paterna per salvare la vita di un innocente.

Titolo: Il buio oltre la siepe
Autore: Harper Lee
Genere: Classico del 900
Editore: Feltrinelli
Voto

Classificazione: 5 su 5.

Cartaceo -> 10€ | Ebook -> 6,99€


Recensione

Hey readers,

oggi vi porto un libro veramente molto bello che, ora più che mai, è importante e fa riflettere sulla nostra situazione.

“Il buio oltre la siepe” racconta, attraverso gli occhi ingenui e infantili della piccola Scuot, la storia della cittadina di Maycomb (situata nel sud dell’Alabama), e del processo che la sconvolgerà. infatti il padre della nostra narratrice è un avvocato che va contro la corrente di pensiero del tempo ed accetta di difendere un uomo di colore accusato dello stupro di una diciannovenne del luogo. Lo svolgimento dei fatti è preceduto, seguito e contemporaneo allo svolgersi della vita della protagonista e di suo fratello Jem, che, da piccoli e scherzosi bambini che giocano in giardino e spiano la vita dell’insolito vicino di casa, piano piano muterà sempre di più portandoli a pensieri e consapevolezze di adulti. Questo perché molto spesso subiranno per primi le ripercussioni delle scelte lavorative del padre ed entrambi ne soffriranno, anche se ognuno avrà il proprio modo di dimostrarlo. Insieme al padre, che fornirà ai figli tutti i mezzi per crescere ed essere persone migliori di quelle che popolano la contea in cui vivono, un personaggio molto importante è Calpurnia, la loro domestica di colore. Cal è una donna forte e determinata che, pur consapevole della propria situazione di minoranza, difficilmente si farà intimidire; sarà proprio lei un’importante fonte educativa per i ragazzi (infatti insegnerà a Scout a leggere) e per la stessa comunità nera di cui fa parte, essendo una delle poche in grado di leggere e scrivere.

Ho apprezzato moltissimo la diversità sociale che, sin dalle prime pagine, il libro evidenzia; per esempio i compagni di classe di Scout provengono tutti da situazioni familiari molto diverse e, almeno ai miei occhi; in parte inusuali per il nostro tempo.

Nel libro possiamo anche percepire quanto il pregiudizio sociale sia forte, non solo nei confronti delle persone di colore, ma anche tra gli stessi bianchi chiunque viva una vita diversa dallo standard finisce inevitabilmente per essere additato come “strano”.

Mi è piaciuto moltissimo percepire la crescita dei ragazzi, soprattutto di Jem, che piano piano si discosta sempre di più dai giochi con la sorellina cercando di maturare e risultare più adulto.

Trovo che questa lettura sia appunto un bellissimo esempio del potere del razzismo (cosa che possiamo purtroppo contestualizzare anche con i fatti che vediamo accadere intorno a noi), ma, ancora prima, sia un esempio di quanto il pregiudizio influisce sulle scelte delle persone: la maggior parte dei personaggi sono pieni di preconcetti e non sembrano fare alcuno sforzo per andare incontro agli altri.

Quindi ve lo consiglio moltissimo perché, dopo una lettura come questa, penso che sarete in grado di guardarvi in torno con un occhio nettamente più critico verso la nostra società che, sotto sotto, è molto più simile di quanto pensiamo a Maycomb.

Voto: 5-/5

Un commento Aggiungi il tuo

  1. Dispersa nei Libri ha detto:

    L’ha ripubblicato su Dispersa nei librie ha commentato:

    nuovo articolo!

    Piace a 1 persona

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