Recensione “La sorella perduta” di Dinah Jefferies

Un grande successo del passaparola ai primi posti nelle classifiche di tutto il mondo
Numero 1 del Sunday Times
Autrice del bestseller internazionale Il profumo delle foglie di tè

1930. Belle Hatton si è imbarcata verso un’eccitante nuova avventura lontano da casa. Si esibirà con la sua splendida voce in un hotel in Birmania dove la attendono notti scintillanti e sofisticati ammiratori. La sua vita sarebbe perfetta, se l’ossessione per un mistero del passato non continuasse a tormentarla. Alla morte del padre, infatti, Belle ha trovato un ritaglio di giornale tenuto nascosto per venticinque lunghi anni. Nell’articolo si parla di come gli Hatton fuggirono da Rangoon alla morte della loro bambina, Elvira. Belle desidera scoprire che cosa accadde alla sorella che non sapeva di avere, ma quando inizia a fare domande i pettegolezzi e le maldicenze sembrano rendere molto difficile la strada verso la verità. Soltanto Oliver, uno scanzonato giornalista americano, si offre di aiutarla. Ma qualcosa le dice che non può fidarsi di lui… Mentre le rivolte esplodono e la fitta rete di bugie comincia a farsi più pressante, Belle riuscirà a capire a chi può concedere la sua fiducia? 
Ai vertici delle classifiche in Italia e Inghilterra
Un’autrice tradotta in 25 lingue

Hanno scritto dei suoi romanzi:
«Dinah Jefferies racconta epoche e Paesi lontani attraverso appassionate eroine. Una narrativa tutta al femminile.»
Il Corriere della Sera
«Un bestseller internazionale.»
la Repubblica
«Seducente e romantico, capace di rendere l’autentica atmosfera del luogo e del periodo, la Jefferies ha fatto centro.»
Sunday Mirror

Titolo: La sorella perduta
Autore: Dinah Jefferies
Editore: Newton Compton
Genere: Narrativa storica
Data di pubblicazione: 24 Giugno 2019
Voto: 4.5/5

Cartaceo -> 9,99€ | Ebook -> 0,99€


Recensione

Hey readers,

oggi vi parlo di un libro Newton Compton veramente molto affascinante.

“La sorella perduta” è la storia di Belle, una giovane aristocratica inglese con la passione per il canto che decide di trasferirsi in Birmania a seguito della morte del padre, infatti imballando i libri paterni la ragazza si imbatte in alcuni ritagli di un vecchio giornale di Ragoon dove si parla di una bambina sparita a pochi mesi dalla nascita, sua sorella Elvira di cui lei, in casa, non aveva mai sentito parlare.

Arrivata in città, Belle, conosce i fratelli De Clemente, due ricchi membri dell’aristocrazia inglese che sembrano avere tutte le conoscenze necessarie per aiutarla a scoprire cosa è accaduto, e Oliver, un avvenente giornalista americano contrario al dominio inglese della Birmania e interessato ad andare a fondo alla questione con ogni mezzo; starà a lei scegliere di chi fidarsi per scoprire il passato della sua famiglia perchè, come è facile intuire, non tutti coloro che si mostrano amici di Belle vogliono aiutarla ad arrivare a quella che smebra essere una verità molto scomoda.

Gli indizi sembrano sempre portare a false piste: inizalmente sembra essere stata la madre in un attacco psicotico, poi girano voci su un birmano che voleva usare la bambina per qualche rito religioso, quando si reca in commisariato la colpa viene attribuita a un malvivente morto in un incidente prima di essere incriminato, tutti i documenti del caso sembrano andati a fuoco, i testimon non sembrano essere ascoltati, … Chi sarà stato? Non posso dirvi molto, ma vi assicuro che la storia si ribalterà con notevoli colpi di scena fino all’ultima pagina.

Unica nota negativa che mi sento di evidenziarvi è il fatto che, soprattutto in alcuni passaggi, si percepiscano avvenimenti poco realistici, mi spiego meglio: ho notato che talvolta gli eventi sono un po’ forzati per evidenziare determinati aspetti che poi saranno necessari a spiegare avvenimenti successivi e che nella realtà difficilmente accadrebbero.

Ho apprezzato moltissimo anche l’ambientazione del libro che ho trovato ben descritta e contestualizzata, mi sono piaciute da impazzire le descrizioni dei mercati e delle persone locali, leggendo si riusciva letteralmente a vedere le strade di Ragoon.

Un’altro aspetto interessante è l’alternarsi della narrazione dei fatti “attuali (passatemi il termine)” con le pagine di diario della madre che raccontano le sofferenze per la perdita della figlia e la lotta con la sua malattia (non è ben specificato di cosa soffra la madre perché sta male per i sensi di colpa, sente delle voci, alterna momenti di lucidità e confusione, tenta il suicidio, ha paura di uscire e sente il mondo esterno come opprimente).

Nel complesso ho trovato questo giallo ben riuscito, coinvolgente e molto particolare. Il mio voto è 4.5/5

Caterina

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