Intervista alla Pianista Benedetta Iardella

Benedetta Iardella è una pianista italiana. Nata a Carrara nel 1995 intraprende lo studio del pianoforte all’età di 5 anni e a 10 viene ammessa al Conservatorio “P. Mascagni” di Livorno, nella classe del Maestro Daniel Rivera. Dal 2008 Benedetta frequenta il Conservatorio “G. Puccini” della Spezia, nel quale si diploma a pieni voti all’età di 19 anni (Vecchio ordinamento), mentre a 21 termina gli studi del biennio del secondo livello ottenendo il massimo dei voti e la lode. Debutta all’età di 14 anni a La Spezia con il Concerto per pianoforte e orchestra in Re Maggiore di Haydn, con l’orchestra Mussinelli di La Spezia diretta dal Maestro Piero Papini. Ottiene la possibilità di frequentare Masterclass di perfezionamento con i Maestri Roberto Cappello, Vincenzo Audino, Giovanni Carmassi, Jin Ju, Riccardo Risaliti, Sofya Gulyack, Giuseppe Bruno, Pietro de Maria, Daniel Rivera, Stefano Fiuzzi. Frequenta attualmente i corsi di perfezionamento presso la prestigiosa Accademia Pianistica “Incontri col Maestro” di Imola.

E’stata premiata all’interno di numerose competizioni nazionali ed internazionali tra le quali: -2004, “International Competition Riviera della Versilia”.

-2005, “International Competition Città di Pesaro”.“Concorso Riviera Etrusca Piombino”

-2006, “Concorso pianistico Nazionale Città di Carrara”

-2009, “Concorso Giovani Interpreti per solisti e orchestra”

-2017, “ Jan Langosz Piano Competition”, “Dinu Lipatti International Competition”

-2019, “Concorso Pianistico Città di Massa” “Concorso Pianistico “Città di Garda”.

Benedetta Iardella si esibisce annualmente per numerosi Festival tra i quali: San Giacomo Festival di Bologna, Piano City Napoli, Lizzano Music Festival, Misano Piano Festival, Festival Internazionale Città di Sarzana, Montecatini Piano Festival, Domeniche in musica-Palazzo Blu, etc.Nel 2018 esegue il concerto kv 414 di Mozart nella cornice di Palazzo Blu a Pisa. Nello stesso anno a Misano Adriatico esegue il Terzo Concerto per pianoforte e orchestra di Beethoven, al fianco del Maestro Roberto Cappello, con il quale, nel 2019, esegue anche il secondo concerto di Saint Saens op. 22 in sol minore. Si è esibita in diverse sale da concerto italiane tra cui: Parma: Sala Verdi del Conservatorio, Napoli: Domus Ars, Centro di Cultura, Bologna: Oratorio di Santa Cecilia, Rapallo: Teatro comunale, Misano Adriatico: Chiesa di S.S. Biagio ed Erasmo, Gradara: Teatro Comunale, Carrara: Teatro Animosi, Teatro Garibaldi, La Spezia: Fondazione Carispezia, Sala Dante, Teatro Nuovo, Massa: Palazzo Ducale; Villa Rinchiostra, Villa Cuturi, Abano Terme: Sala Degli Specchi, Garda: Sala Congressi, Montecatini: Sala Regina, Bardolino: Sala della disciplina, Barlassina: Teatro Antonio Belloni, Pisa: Chiesa di Santa Caterina, Auditorium Accademia Stefano Strata, Palazzo Blu.


Come e quando si è avvicinata allo studio della Musica? Quando invece ha capito che avrebbe voluto farne un lavoro?

Ho sempre respirato musica in casa mia da quando sono nata; ho iniziato a studiare pianoforte in casa con mio padre e mia madre all’età di cinque anni. Ho iniziato gli studi accademici al Conservatorio Mascagni di Livorno a dieci anni sotto la guida del Maestro Daniel Rivera. Ricordo che già negli anni delle scuole medie sapevo che avrei voluto continuare a studiare musica e che sarebbe stata una parte fondamentale della mia vita, ma la svolta decisiva è avvenuta nel corso dell’anno di maturità del Liceo, quando parallelamente preparavo il Diploma di Conservatorio e ho deciso che, una volta terminato il Liceo, non avrei intrapreso un percorso di studi Universitario in un’altra disciplina, ma avrei proseguito gli studi del Biennio di Secondo Livello al Conservatorio.


Se dovesse descriversi ai nostri lettori con l’ausilio di tre aggettivi, quali sarebbero e perché?

Sicuramente il primo aggettivo che mi viene in mente è “sensibile”. Penso che la sensibilità sia una componente fondamentale dell’essere musicisti o artisti, poiché ci permette di cogliere tutte le sfumature di emozioni che la musica che ascoltiamo e studiamo ci trasmette. L’interprete, infatti, si serve della sua sensibilità per costruire la propria interpretazione di un brano ed è molto importante imparare a gestire le proprie emozioni e i propri stati d’animo. É fondamentale anche imparare a convivere con la propria sensibilità e ad utilizzarla per instaurare un contatto empatico con il pubblico. Come secondo aggettivo aggiungerei “Determinata”, e non solo per quanto riguarda la mia professione. Di solito sono molto precisa sugli obbiettivi che mi pongo, dedicandovi anima e corpo. Come ultimo aggettivo direi “semplice”, sono una ragazza che ama la musica e ama dedicarsi alla sua passione nel miglior modo possibile, ma a cui piace anche passare il tempo libero con gli amici, praticare sport e fare lunghe passeggiate all’aria aperta.


Lei è molto giovane, ma nonostante questo ha già collezionato moltissime vittorie a concorsi nazionali ed internazionali. C’è una vittoria che ricorda con più gioia rispetto alle altre? Se sì, quale?

Ogni concorso che ho affrontato rappresenta un momento importante della mia vita e della mia carriera; sicuramente ricordo con molto piacere, ma anche con nostalgia, quando nel 2009, all’età di 14 anni, ho vinto il concorso “Giovani Interpreti” e come premio ho avuto la possibilità di esibirmi come solista in un concerto per pianoforte e orchestra, in particolare il “Concerto in re Maggiore” di J. Haydn. Da quel momento qualcosa nella mia vita è cambiato.


Lei ha studiato presso i Conservatori di Livorno e La Spezia, conseguendo i titoli accademici presso quest’ultimo. Come ricorda i suoi anni di formazione presso tali istituti?

Come dicevo prima, ho iniziato gli studi accademici a 10 anni: ad essere sincera, dei primissimi anni non ricordo moltissimo, dato che ero piccola e mi sembrava tutto un po’ come un gioco. Non nascondo che ho avuto anche alcune esperienze negative, specialmente nel periodo dell’adolescenza, che però mi hanno aiutata a crescere molto e a superare le mie paure. Gli anni più significativi e belli per me sono stati gli ultimi due prima del diploma (vecchio ordinamento) e quelli del Biennio del secondo livello, che ho terminato nel 2016 col massimo dei voti e lode sotto la guida del Maestro Vincenzo Audino. Hanno avuto molta importanza nella mia formazione pianistica anche i corsi di Perfezionamento con il Maestro Giovanni Carmassi, presso l’accademia Stefano Strata di Pisa, che mi ha dato la possibilità di esibirmi in sala prestigiose tra cui l‘Auditorium di Palazzo Blu a Pisa. Attualmente sto frequentando l’ultimo anno il corso di Alto perfezionamento presso la prestigiosa Accademia Internazionale “Incontri col Maestro” di Imola sotto la guida del Maestro Stefano Fiuzzi.


Cosa si sente di dire ai giovani pianisti che si approcciano allo studio di questo strumento e che sperano un giorno di poterne fare un lavoro?

Sicuramente di studiare tantissimo e di affidarsi a insegnanti preparati che sappiano trasmettere i giusti metodi di studio. Affermarsi come pianisti oggi è sempre più difficile, e per questo bisogna essere sempre pronti a cogliere le opportunità che ci vengono date e sfruttarle al massimo.


Ha un autore che sente più affine a sé?

Gli autori che sento più affini sono sicuramente J. S. Bach e W. A. Mozart. Quando suono la loro musica mi sento tranquilla, a mio agio, ma penso che il più difficile sia tecnicamente che a livello interpretativo sia Mozart. Amo molto anche la musica di Chopin, Beethoven e di Rachmaninov.


Qual è l’artista vivente che stima di più e perché? E da quale mito del passato si sente maggiormente ispirata?

Penso che il miglior pianista vivente sia senza dubbio Grigory Sokolov, e credo che basti ascoltarlo per capire le motivazioni della mia stima nei suoi confronti. Amo molto anche Martha Argerich, Maria Joao Pires e Valentina Lisitsa. I miei miti del passato sono indubbiamente Arturo Benedetti Michelangeli, Clara Haskil, Glenn Gould e Vladimir Horowitz, anche se potrei citarne moltissimi altri.


Qual è stata la più bella esperienza professionale che ha vissuto nella sua arte da raccontare ai nostri lettori, e perché proprio quella?

Una delle esperienze più belle che ho vissuto negli ultimi anni è stata l’esecuzione del concerto K 414 per pianoforte e orchestra di Mozart nella meravigliosa cornice di Palazzo Blu a Pisa. È stata una tappa importante nel mio percorso di perfezionamento, la sala era gremita di gente ed è stata una grandissima soddisfazione. Occupano invece un posto speciale nei miei ricordi i due concerti al fianco del Maestro Roberto Cappello nell’ambito del Misano Piano Festival: insieme abbiamo eseguito il concerto numero 3 op. 37 di Beethoven nel 2018 e il concerto n. 2 di Saint Saens nell’estate del 2019. Condividere il palco con il Maestro Cappello è stata un’esperienza indimenticabile, mi ha trasmesso moltissima energia ed emozioni forti.


Quali appuntamenti occuperanno il suo calendario prossimamente, può darci qualche anticipazione?

Sicuramente avrò in calendario alcune tappe in giro per l’Italia come solista, la prima a Pisa nel mese di Marzo, mentre le prossime date sono ancora in via di definizione.


Quali aspettative ha per il futuro?

Per il momento mi sto dedicando a studiare per il Diploma dell’Accademia Pianistica “Incontri col Maestro” di Imola. In futuro vorrei approfondire le mie conoscenze nel repertorio cameristico, componente fondamentale nella formazione di un musicista.


Benedetta Iardella plays Rachmaninoff Prelude op. 32 n. 5
Montecatini Piano Festival, Sala Regina, August 2019.

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