Recensione “Purple lilies” di Lavinia Morano

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Titolo: Purple lilies

Autore: Lavinia Morano

Editore: Indipendente

Genere: Fantasy

Data pubblicazione: 27 Marzo 2019

Voto: 3/5

Cartaceo: 10,75€ | Ebook: 0,99€


Sinossi

“Purple Lilies” è un romanzo Dark Fantasy la cui tematica principale è l’idea che ogni essere vivente custodisca dentro di sé, in un angolo profondo del proprio animo, qualcosa di buono, puro e incorruttibile.
Nel corso del romanzo si intrecciano storie differenti che vanno via via fondendosi in un unico racconto. Le storie principali sono tuttavia tre.
La prima è quella di Clara, una ragazza che presto andrà a lavorare in un istituto per orfani sul quale circolano strane voci a proposito di streghe e di bambini scomparsi nel nulla. L’estate che precede l’inizio del suo nuovo lavoro sarà segnata da un viaggio in Egitto costellato da cattivi presagi e incubi, che sembrano metterla in guardia contro un imminente pericolo. Lei e suo cugino Luke, per il quale la ragazza prova più che semplice affetto, scopriranno di avere una missione da portare a termine e una vita da salvare.
Contemporaneamente viene narrata la storia di Lilith e Keith, la coppia che gestisce l’istituto nel quale Clara andrà presto a lavorare. Dalle loro parole emerge che vi sono altri motivi dietro l’assunzione di Clara e che un mistero si cela tra le mura di quell’istituto. Si fa più volte riferimento a una “Confraternita” della quale i due sarebbero a capo e i cui membri non appaiono completamente umani.
La terza storia è quella di Hope, una degli orfani dell’istituto in questione. Hope è una bambina con poteri speciali ma il cui unico desiderio è quello di riavere sua madre e trovare il calore di una famiglia. Lei intreccerà i destini di Luke e Clara con quelli di Keith e Lilith.

L’Autrice

Lavinia Morano è nata a Vibo Valentia nel 1987.
E’ laureata in Lingue e Letterature Moderne. Dal 2012 vive e lavora in Inghilterra dove insegna Lingue nelle scuole primarie e secondarie.
Contemporaneamente scrive brevi articoli a carattere filosofico e letterario per la rivista bimestrale “Santa Maria del Bosco”.

Recensione

Clara, ha perso i genitori in un incidente e decide di partire per un viaggio in Egitto con suo cugino Luke, che non vede da quando erano bambini. Contemporaneamente risponde ad un annuncio per un lavoro come segretaria in un orfanotrofio.
Lilith e Keith gestiscono l’Istituto per orfani che ha pubblicato l’annuncio al quale Clara ha risposto e aspettano con ansia che lei accetti di lavorare per loro.
Hope, una bambina ospite dell’Istituto, taciturna e sensibile, desidera il calore di una famiglia.
Questi i principali protagonisti di Purple Lilies un romanzo definibile in vari modi: dark, fantasy, un pizzico di rosa….senz’altro una storia lunga e avvincente, molto ben scritta, che non annoia mai! Ho trovato molto interessante l’inserimento di “favole” autobiografiche raccontate dai vari personaggi durante la narrazione della storia principale. Un libro che si lascia leggere facilmente, regalando qualche ora di relax.
Ciononostante non sono riuscita ad appassionarmi. Alcuni aspetti mi hanno lasciato perplessa. Ad esempio gli appartenenti alla “Confraternita” che, con a capo Lilith e Keith, gestiscono l’Orfanotrofio, sono degli esseri ibridi, non ben definiti, ma hanno comportamenti più che umani: gelosia, collera, avidità e sesso. Mi sono sembrati una brutta copia dei personaggi della saga Twilight, che erano vampiri e basta e non un poco vampiri, un poco alieni, un altro poco umani.

L’autrice sostiene che la tematica principale che ha mosso la nascita del libro è “…l’idea che ogni essere vivente custodisca dentro di sé, in un angolo profondo del proprio animo, qualcosa di buono, puro e incorruttibile.”. Ma tale tematica, assolutamente condivisibile, doveva, secondo me, essere rafforzata e approfondita con un finale non riduttivo come quello che ci offre il romanzo. Se è vero che chiunque, malgrado situazioni limite contingenti, può attingere ad una inesauribile riserva di bellezza e purezza e, quindi, riscattarsi attraverso la piena consapevolezza delle colpe di cui si è macchiato e adottando, perciò, comportamenti diversi da quelli tenuti fino a quel momento, è, però, altrettanto vero che la severa legge di causa ed effetto non offre sconti a nessuno, presentando SEMPRE il conto.
Quindi far “passare in cavalleria”, come si suole dire in gergo, gli atroci delitti di cui si macchiano gli appartenenti alla “Confraternita”, non restituisce pienamente il senso del messaggio positivo che, credo, si sia voluto lanciare.

3/5

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Un commento Aggiungi il tuo

  1. Lavinia Morano ha detto:

    Salve,
    la ringrazio innanzitutto per aver letto il mio libro e per la recensione, abbastanza positiva.
    Tuttavia, ci tengo a precisare alcune cose.
    Io non ho mai affermato che “I Membri della Confraternita” siano vampiri. Sono esseri provenienti da un altro pianeta. Si nutrono di una sostanza che è presente (in minima parte) nel sangue dei bambini, ma con i vampiri non hanno nulla a che fare. Vivendo poi sul pianeta terra da moltissimo tempo, i loro comportamenti si sono a poco a poco “umanizzati”. Da piccola ero solita guardare “Smallville”, la storia di Superman da giovane. Anche questo era “un poco alieno, un poco umano”… Non vedo quale sia il problema. Si tratta di storie di fantasia…

    Per quanto riguarda invece il fatto che io abbia sorvolato sugli “atroci delitti” di cui si macchiano Lilith e Keith, questo non è vero… Nel corso del romanzo, io ho spesso cercato di mostrare come quel tipo di vita li avesse stancati, come non provassero alcun gusto nell’uccidere, e come si sentissero “schiavi” di quella situazione… Suppongo che già questo loro sentimento sia stata la loro punizione. E in qualunque caso, ricordo vagamente un episodio del Vangelo in cui Gesù Cristo in croce perdona un ladrone in punto di morte perché sinceramente pentito… In quel caso, è bastato un momento di pentimento per dare a costui accesso al regno dei cieli. A mio parere, quando il pentimento è sincero, questo è sufficiente a cancellare ogni colpa, perché già in tale pentimento si dispiega l’azione riparatrice del karma.

    Lei ha espresso ovviamente il suo punto di vista, ma io ho sentito il bisogno di dare dei chiarimenti su alcuni aspetti del mio romanzo che non penso abbia afferrato appieno.

    Piace a 1 persona

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