Recensione “Mortaio” di Carlo De Rossi

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Titolo: Mortaio

Autore: Carlo De Rossi

Casa editrice: Pathos Edizioni

Genere: Horror

Data pubblicazione: 5 Maggio 2018

Voto: 3.5/5

Cartaceo -> 15€ 


Sinossi

Il protagonista Piergiorgio, una sorta di novello Adamo, alieno da ogni convenzione (orfano, cresciuto dai preti, solitario, passivo- aggressivo, è affidato a un tutore nonostante egli sia maggiorenne), è costretto a convivere con la morte quotidianamente. Il suo programma di inserimento in una società complessa e per nulla chiara passa, infatti, anche attraverso un progetto lavorativo che lo vede quale impiegato di un obitorio.

Recensione

Mortaio è un libro particolare, che non consiglierei a chiunque a cuor leggero. Già l’ambiente in cui si sviluppa la storia rende bene la peculiarità del romanzo ed il protagonista non è da meno, soprattutto perché la voce narrante è la nostra. Il libro racconta la storia del lettore, che viene ad impersonarsi con un giovane orfano, Piergiorgio, che ha sempre vissuto in un collegio maschile tenuto da ecclesiastici. La sua/nostra vita appare piatta, scorre lenta fra preghiere e pentimento, dubbi irrisolti e profonde riflessioni. Speculiamo sulla nostra esistenza, sui giorni vissuti dentro l’edificio, le lezioni ed ogni azioni quotidiana. Non mancano le immersioni psicologiche, durante le quali viene sezionata la nostra mente inesperta e impreparata alle difficoltà che il mondo dissemina per la strada di ognuno di noi. Ma le cose stanno per cambiare; stiamo per iniziare un progetto di reinserimento sociale. Secondo quanto questo prevede, saremo affidati ad un surrogato che si dovrà occupare di noi e avremmo un incarico alquanto lugubre: ci occuperemo di gestire i defunti, vestirli e prepararli per la sepoltura. Tra un’autopsia e l’altra, conosceremo mano a mano i personaggi che ci circondano. Il surrogato Carlo, fissato con la salute e l’acqua e limone mattutina; Manilio, il nostro “superiore”, che ci introduce al nostro lavoro rinchiudendoci in una bara per ore. Beh, d’altronde è la prassi. Elisabetta, una delle prime ragazze in carne ed ossa che vediamo e che non sappiamo come interpretare. Sia i protagonisti che le situazioni vengono ad evolversi nel corso della lettura, svelando con gradualità l’iceberg nascosto che cela il cuore pulsante della trama. Il testo è scritto veramente bene, vengono accostati elementi laici a spirituali per far penetrare il lettore nella mente del protagonista, spaesato dalle novità che gli vengono rovesciate addosso. Anche le realtà più scomode sono portate di fronte a noi ricoperte di fine zucchero lessicale, che invece che attenuare il sapore forte delle vicende riferite le rende solamente più amare e difficili da mandar giù. Lode all’autore quindi, a mio parere ha saputo ricreare un atmosfera complicata rappresentare, sapendo anche vincolare il pubblico alla storia nonostante l’insolita scelta della seconda persona per narrare i fatti. Mortaio non è un libro da gustare sotto l’ombrellone d’estate o comodamente sprofondati in poltrona; al suo interno si elencano numerose questioni spinose e che qualcuno potrebbe trovare di pessimo gusto da trattare. La morte, l’eutanasia, la sopravvivenza del singolo, la Chiesa… sono tutti argomenti delicati, qui uniti in un’unica bomba a orologeria, pronta ad esplodere in mano alle personalità più critiche e sensibili a riguardo. Nel complesso il romanzo mi è piaciuto: un testo accattivante, che incuriosisce, ma che secondo me avrebbe meritato un finale diverso e più esteso. Molti temi sono spezzati o lasciati evanescenti, avrei gradito che venissero chiariti meglio in alcuni punti. Ma rimane il fatto che Mortaio è un’ottima opera, che trasuda la cultura personale dell’autore e che sfonda a testa bassa molti taboo. Lo consiglio se non siete facilmente impressionabili, tenendo conto che non si tratta di uno dei tanti volumi da leggere nel tempo libero.

Voto:3.5/5

Un commento Aggiungi il tuo

  1. Conoshare ha detto:

    Complimenti per la recensione! Se ti va, passa a trovarci 🙂

    Piace a 1 persona

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