Recensione “Il senso della colpa” di Daniel Di Benedetto

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Titolo: Il senso della colpa

Autore: Daniel Di Benedetto

Editore: Dark Zone

Genere: Giallo

Data pubblicazione: 17 Maggio 2018

Voto:3/5

Cartaceo -> 12,90 € | Ebook -> 1,99€  


Sinossi

Il corpo avvolto tra le lenzuola, le mutandine sfilate e il sorriso di Anna che non tornerà più. Il maresciallo Giuseppe Occhipinti deve indagare sulla morte di quella ragazza che aveva imparato ad amare come un padre e come un fratello. Ricostruire la vita di una persona che pensava di conoscere e che scoprirà essere sempre più lontana dall’idea che aveva di lei. Notti brave, droga, amori fugaci. Una storia raccontata a più voci e che viaggia su binari paralleli fino a ricongiungersi in un finale dove niente è davvero quello che sembra, in un crescendo di adrenalina senza alcun filtro, sullo sfondo di una Torino mai così viva e pulsante prima d’ora.

Recensione

Daniel Di Benedetto è nato a Torino nel 1981. Pur avendo un lavoro stabile la sua passione, fin da bambino, è la scrittura. Il senso della colpa è il suo ultimo libro.

Il corpo di una giovane donna, completamente nudo e con segni di legature ai polsi e alle caviglie, viene ritrovato nella camera di un albergo. È avvolto in un lenzuolo, accanto, un paio di mutandine sporche di liquido seminale. Il maresciallo Occhipinti è chiamato sul posto del ritrovamento per indagare sulle cause della morte: è stata uccisa? O forse è stato un incidente a seguito di un gioco erotico finito male? Non sarà una indagine qualunque per il maresciallo…lui questa ragazza la conosceva…

Questo è un romanzo che si spaccia per un giallo ma in realtà è un rosa! Un romanzo rosa “sui generis” ma indubbiamente un rosa! Il filo conduttore di tutto il racconto è l’indefinibile rapporto che lega il maresciallo Occhipinti alla giovane donna morta! Conosciuta per caso, si è instaurato un rapporto importante e profondo che il maresciallo non vuole riconoscere per quello che è! Troppo giovane per sostituirsi, come afferma, ai suoi genitori, assenti! Preferisce raccontare a sé stesso che è solo amicizia; la ragazza, invece, non ha timore del vero sentimento che li lega e vorrebbe trasformarlo in una relazione a tutto tondo ma lui si defila. Ecco perché si sente così in colpa quando è costretto ad indagare sulla sua morte.
Scritto bene, anche se ho trovato, in maniera sparsa, quindi, assolutamente accettabile, qualche errore grammaticale, dovuto probabilmente a refusi.
Penso che alcuni aspetti siano stati affrontati superficialmente e troppo rapidamente, tipo il rapporto tra Anna e i genitori, talmente pessimo da costringerla, giovanissima, ad andare via di casa, nonché le attività di volontariato a cui si era evidentemente dedicata in maniera così costante da aver creato un profondo legame con la suora che le gestiva. Ciò avrebbe caratterizzato meglio il personaggio e forse anche, di conseguenza, il maresciallo Giuseppe Occhipinti, che, allo stato, non ha una personalità definita, risultando immaturo e poco in grado di gestire le situazioni sia personali che lavorative.

3/5

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