Recensione “La Donna che non invecchiava più” di Grégoire Delacourt

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Titolo: La donna che non invecchiava più

Autore: Grégoire Delacourt

Editore: DeA Planeta

Genere: Storie familiari

Data pubblicazione: 13 Novembre 2018

Voto: 3,5/5

Cartaceo -> 15€ |Ebook -> 7,99€


Sinossi

Ci sono quelle che non invecchiano mai perché se ne sono andate troppo presto. Ci sono quelle che invecchiano senza patemi, perché sono troppo impegnate a godersi la vita. Ci sono quelle disposte a tutto pur di apparire più belle, più magre, più sexy, pur di negare l’ineluttabile e restare aggrappate a ciò che il tempo si ostina a volerci strappare. E poi c’è Betty. Betty che, misteriosamente, smette di invecchiare appena compiuti i trent’anni – la stessa età della madre al tempo della sua tragica e prematura scomparsa. Sul volto di Betty gli anni scorrono innocui e trasparenti come acqua. Sarà forse lo sguardo intenso e innamorato di suo marito a tenere lontane le rughe? A scongiurare gli effetti dei giorni che inesorabili scivolano tra le dita? Man mano che la sua anomalia si fa più evidente, la vita un tempo tranquilla di Betty comincia a vacillare. Perché un volto senza età è un volto senza storia, senza ricordi, senza passioni. Uno specchio vuoto in cui, presto o tardi, gli altri cessano di riconoscersi.

Recensione

Questo romanzo, dall’incredibile scorrevolezza e dal linguaggio pulito e veloce, ritrae un quadro particolare vissuto da una protagonista che si narra in modo limpido, rendendoci partecipe della sua storia insolita: Betty è una bambina normalissima sotto qualunque punto di vista, dal peso alla circonferenza della testolina scura, e cresce come tutte le sue coetanee fino all’età di tredici anni. Dopo che la madre le è strappata via, la piccola tira avanti insieme al padre, che chiama affettuosamente “Long John Silver” a causa della gamba di legno che gli ha lasciato la Guerra, accettando di buon grado la nuova compagna del padre. Nel corso della seppur lieta vita Betty sperimenta l’adolescenza con i suoi primi amori, i rimpianti e le sofferenze, arrivando ai suoi diciotto anni insieme al vento di primavera. Intraprende gli studi di lettere, proiettata verso un futuro da insegnante, e conosce nel frattempo l’amore della sua vita, André, con cui si sposa con una cerimonia semplice che celebrerà il loro amore assoluto. Diventa madre riconoscente e affettuosa, sopporta i lunghi periodi di separazione dal marito, poi inizia ad accorgersi che qualcosa non va: il suo volto, raggiunti i trent’anni, conserva la purezza e la morbidezza di quello di una ragazzina. Non invecchia più, si blocca cristallizzata nell’aspetto di fanciulla suscitando lo stupore di se stessa e di chi le sta intorno. Il sogno di ogni donna? Forse conviene riformulare questa superstizione. Betty si vede respinta dalle persone che ama di più, venendo piano isolata dal suo mondo e dovendo fingersi un’altra persona mentre accanto a lei il padre deperisce sempre di più, André non riesce a sopportare la sua condizione, così come il figlio che è costretto a presentarla come sua cugina alla futura sposa. Il suo orologio biologico ripartirà mai, nella sua corsa sfrenata verso l’anzianità?

“La donna che non invecchiava più” é la cronaca di un’esistenza fuori dalla norma, testimoniata da fatti storici che riprendono cronologicamente esatti le vicende che si articolarono negli anni in cui Betty cresce, o almeno, quando avrebbe dovuto farlo. Col fatto che è un testo scritto in prima persona, sorge spontaneo immaginarlo come descrittivo o dispiegato in notevoli riflessioni interne; queste sono innumerevoli e dipingono tutta l’opera, ma si accompagnano ad una composizione rapida, che non lascia spazio a speculazioni troppo lunghe o inconcludenti ma che permette ai pensieri e alle emozioni della protagonista di colpire dritto nel segno. Non conta tanto l’eccezionalità della trama per far risultare la bravura dell’autore, questa fluisce semplicemente dalle parole vergate su carta (o in pixels, per chi usufruisse dell’ebook).

Un romanzo che ho terminato senza difficoltà, anche per la sua breve lunghezza, in grado di scardinare le convinzioni più radicate nell’uomo, spesso senza alcun fondamento di ragionevolezza.

Voto:3.5/5

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