Recensione “Era te che cercavo” di Pedro Chagas Freitas

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Titolo: Era te che cercavo

Autore: Pedro Chagas Freitas

Editore: Garzanti

Genere: Narrativa Contemporanea

Data pubblicazione: 25 Maggio 2017

Voto: 1,5/5

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Sinossi

La pioggia si abbatte incessante sulla città nel caos dell’ora di punta. Sotto una coltre grigio scuro, Carlos, inzuppato da capo a piedi, sta scattando fotografie. Con un clic cerca di catturare l’anima delle persone nell’irripetibilità di pochi istanti. All’improvviso, si accorge che l’obiettivo della sua reflex si posa con insistenza su una donna. Un attimo di smarrimento. Poi, con gli occhi pieni di inquietudine e le mani tremanti, mette a fuoco l’immagine. È lei. Sempre lei. La donna che misteriosamente compare in tutte le sue fotografie. La donna che silenziosa lo segue ovunque, come un’ombra scura. O almeno lui crede che lo segua. Perché da un po’ di tempo, da quando si è reso conto che il suo matrimonio è diventato una prigione e sua moglie non è più la donna che ha sposato, la sensazione di essere osservato non lo abbandona mai. Forse sta solo perdendo la testa. Sta diventando incapace di distinguere realtà e finzione, un confine labile che si fa sempre più sottile nei contorni sfumati di un’istantanea. Eppure, qualcosa gli dice che non è solo suggestione. È quasi sicuro che lei sia sempre lì, lo osservi con attenzione, guidi i suoi gesti e le sue azioni. Che cosa vuole questa donna misteriosa, che si è insinuata nella sua vita facendo crollare anche le poche certezze rimaste? Perché ha scelto proprio lui? Quando comincia a ricevere messaggi enigmatici che riecheggiano minacciosi nella sua testa, Carlos non ha più dubbi: deve andare a cercarla, costi quel che costi.

Recensione

Allora.. Mi trovo un po’ in difficoltà a recensire questo libro, innanzitutto perché non so da dove partire; non so se vi è mai capitato di dover raccontare la storia di un film che vi è piaciuto tantissimo ad un vostro amico ma non sapete proprio da dove partire. Ecco, sono più o meno nella stessa infausta situazione, ma per un motivo ben preciso: questo libro non ha una trama. O meglio, è possibile carpire qualche informazione all’interno del fitto reticolato di termini sparsi sulla pagina, spesso senza un’impostazione precisa: il protagonista è un fotografo di professione, con un matrimonio per il quale è completamente indifferente e una moglie che si illude di essere ancora amata da lui quando tutto ciò che riceve in cambio sono concessioni striminzite e parole false, cosa che mi ha fatto non poco innervosire. Sarà che a mio parere ogni donna ha il diritto di essere rispettata e amata in un rapporto, ma il modo in cui l’uomo del racconto tratta sua consorte mi ha infastidito ed ho subito provato una grande antipatia nei suoi confronti. Il suddetto, dicevamo, è ossessionato da una donna che non ha mai incontrato in realtà (?), la vede ovunque. In ogni suo scatto, ne percepisce la presenza, l’odore, una sorta di fantasma onnisciente e onnipresente che aleggia su di lui e lo soffoca in un pesante bozzolo di immagini, ricordi spezzati, sensazioni perdute e forse mai vissute. L’uomo mette tutto se stesso in una ricerca folle, rincorrendo una presenza che magari non esiste nemmeno, ma la sua mente è ottenebrata e non agisce in modo logico anzi, sembra quasi impazzire nella sua ossessione, come comprendiamo grazie ai profondi scandagli psicologici. Di quelli il libro è anche troppo pieno: riflessioni su riflessioni, teorie ingarbugliate che prendono forme malate all’interno dei suoi pensieri, ma anche questi squarci che speravo mi permettessero di comprendere di più il protagonista non hanno fatto altro che confondermi ancor di più. Le pagine sono piene di frasi, periodi, parole che unite tra loro per me non hanno avuto alcun significato, mi sono trovata spesso disorientata e arrivare alla fine di questo seppur breve romanzo è stata un’impresa non da poco, anche per me che divoro libri come se fossero patatine, uno dietro l’altro. Sono arrivata alla conclusione che forse il problema è mio, che non comprendo l’autore e il suo modo particolare di scrivere, un flusso di pensieri sconnesso, una trama nascosta che fa capolino a sprazzi e raramente, personaggi di cui non ci viene detto nulla, nemmeno due misere parole per permetterci di crearci una caratterizzazione anche banale all’interno del contesto. Però non posso negare che questo libro non mi sia piaciuto, d’altronde dopo tante magnifiche letture trovarsi davanti a qualcosa che non si apprezza è più che normale e magari quella che non è stata una lettura per me gradita per qualcun altro potrebbe rivelarsi quella dell’anno! Quindi vi sprono a tentare di approciarvi al romanzo e a scoprire magari uno stile di composizione che avete ignorato fino a questo momento e che vi aprirà un mondo nuovo ed eccitante.

Se qualcuno ha letto questo libro, si senta libero di esprimere la propria opinione a riguardo, sono molto curiosa e desiderosa di ampliare le mie vedute rispetto a diversi stili di scrittura, magari riuscirete a farmelo comprendere. Detto questo, vi aspetto per una prossima recensione!

Voto:1,5/5

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4 commenti Aggiungi il tuo

  1. giusymar ha detto:

    Non ho letto questo libro e non conosco l’autore, purtroppo non potrò quindi dare un mio punto di vista. Devo dire però che grazie a te, lo eviterò…

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    1. Chiara Nocchu Cionco ha detto:

      Non vorrei influenzare le tue scelte, mi dispiacerebbe farti perdere una storia che magari ti piace.. Ma sono una persona sincera e questo libro veramente non l’ho capito😅 sono abituata al classico romanzo con un filo logico, per quanto labile… Qui era veramente assente! Comunque grazie del commento😘

      Piace a 1 persona

      1. giusymar ha detto:

        Anzi! Ti ringrazio, da quanto hai scritto ci sono troppi punti che non mi permetterebbero di amare questo libro. Ce ne sono così tanti che meritano, meglio dare loro precedenza!!

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      2. Chiara Nocchu Cionco ha detto:

        Hai ragione, sono d’accordo con te al cento per cento!😊

        Piace a 1 persona

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