Recensione di “Cos’è meglio?” di Michele Milia

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Titolo: Cos’è meglio?

Autore: Michele Milia

Editore: Independently published

Genere: Giallo

Data pubblicazione: 11 Aprile 2018

Voto: 2/5

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Sinossi

Una coppia appartata in un parcheggio della città, un’ombra che li spia e subito dopo l’omicidio. Questa è la storia di una giovane ragazza che viene brutalmente uccisa davanti gli occhi del suo ragazzo impossibilitato dal salvarla. Il Detective Caruso verrà chiamato per risolvere questo caso cercando di trovare il più velocemente possibile il colpevole.

Recensione

La scrittura in prima persona, proietta il lettore nel mondo creato dall’autore, e gli fa vivere le emozioni del protagonista.
Per questo motivo deve dirti tutto, sin nei minimi particolari, le emozioni , le situazioni, deve essere passionale ed incalzante. Michele Milia, l’Autore di “Cos’è meglio?” ha omesso di dettagliare i particolari, e per un romanzo thriller è di fondamentale importanza.
Il Detective Caruso, il protagonista del romanzo, deve indagare ad una serie di omicidi, le vittime sono giovani ragazze che frequentano il liceo.
Dunque la storia si dipana nell’ambiente scolastico, non senza le vicende contemporanee che caratterizzano oggi la vita negli atenei: il bullismo; il tutto illustrato con il linguaggio sboccato dei ragazzi dei tempi odierni.
Durante il compimento degli assassini, il Detective diventa padre, purtroppo il coinvolgimento è tale che non gli permette di vivere e di godere appieno la nascita, descritta in poche righe.
Nel finale non mancano i colpi di scena, e, come ho già potuto ribadire in altre occasioni, solitamente l’assassino è direttamente coinvolto e conseguentemente facente parte dell’ambiente.
In fase di indagine, le vittime ed i protagonisti, tendono a incolpare dell’accaduto ad agenti o persone esterne ai fatti, in realtà non è quasi mai così.

Consiglio la lettura agli amanti del genere thriller, per mancanza di dettagli nello svolgimento dei fatti, ed in particolare nella descrizione degli stati d’animo dei personaggi coinvolti negli omicidi, assegno il voto di 2/5.

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2 pensieri su “Recensione di “Cos’è meglio?” di Michele Milia

  1. Ciao, ho letto anche io “Cos’è meglio?” E in realtà non trovo riscontro nelle tue parole. Penso sia molto dettagliato, solo che, essendo raccontato in prima persona, i dettagli sono limitati ai pensieri del detective, e direi che questi non siano affatto poco dettagliati! E neanche gli stati d’animo dei coinvolti negli omicidi, tant’è vero che ognuno ha un proprio spazio nel racconto… quindi scusami, ma non comprendo e non condivido!

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    1. Chi pubblica sa bene di essere sottoposto alle critiche dei lettori, che sono molto rari. Oggi si legge pochissimo, gli editori lamentano il fatto che c’ e’ piu’ gente che scrive piuttoso che non il contrario. Ma per tornare al punto, la mia e stata una critica soggettiva, non oggettiva e l’autore dovrebbe esserne grato perche’ ” nel bene o nel male, purche’ se ne parli” O Wide

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